La dipendenza da Internet

“Eccomi qui, attaccato a questo strumento che mi sta letteralmente rovinando la vita. Sono dipendente da Internet. Nei periodi più duri della malattia rimango attaccato qui ininterrottamente per due, tre mesi. Riesco a dormire circa 6 ore ogni 40. Dottoressa non ce la faccio più, mi aiuti. Mi sento come un tossicodipendente. Voglio uscirne ma non ci riesco”.

La dipendenza da Internet

Il trattamento per la dipendenza da InternetLo sviluppo di internet e la sua costante diffusione ha cambiato profondamente le nostre abitudini e la nostra vita sia pubblica che privata. Le famiglie italiane che dispongono di un accesso ad Internet sono almeno 2/3 ma il dato è in continuo aumento.

Le famiglie con almeno un minorenne sono le più attrezzate dal punto di vista tecnologico: di esse l’89% ha accesso ad Internet da casa e l’87,1% possiede un personal computer. (ISTAT, 2016)

Il World Wide Web (WEB) è diventato, nel nostro secolo, uno strumento indispensabile che ci consente di mantenerci informati, di controllare gli impegni quotidiani, di connetterci con altre persone e di scambiarci informazioni. Tuttavia a volte il suo utilizzo può diventare esagerato, incontrollato e portare a sviluppare una vera e propria dipendenza.

La dipendenza da internet non può essere considerata uno specifico disturbo psichiatrico ma può essere un sintomo che può connettersi a differenti quadri diagnostici e clinici.

Quando la maggior parte del tempo e delle energie vengono spese nell’utilizzo della rete portando a compromissioni e disfunzioni nelle principali aree esistenziali si parla di dipendenza.

Nel 1995 Ivan Goldberg propose il termine Internet Addiction Disorder (IAD) utilizzando questo termine per indicare l’uso eccessivo e maladattivo della rete telematica che porterebbe a disagi o menomazioni significative in ambito:

  • Personale
  • Relazionale
  • scolastico/lavorativo
  • familiare
  • affettivo

Con la manifestazione di sintomi cognitivi e comportamentali quali:

  1. La perdita di controllo
  2. La perdita di tolleranza
  3. L’astinenza

La perdita di controllo si osserva quando il comportamento diventa necessario ed esagerato, i soggetti sono in grado di rimanere senza cibo o senza dormire per periodi anche lunghi trascurando tutte le altre attività sociali, personali o professionali.

La perdita di tolleranza è tipica dei soggetti e si manifesta con un’aumentata impulsività e compromissione delle capacità cognitive nel prendere decisioni rischiose (Sim T. et al. 2012, Sun D. et al. 2009).

Inoltre se ai soggetti viene impedito di usare il computer diventano irritabili, ansiosi o tristi.

L’attaccamento allo smartphone è similare a tutte le altre dipendenze dal momento in cui agisce sul circuito cerebrale della ricompensa, interferendo nel circuito di produzione della dopamina:

Ogni volta che sul nostro smartphone appare una nuova notifica immaginiamo che ci sia in serbo per noi qualcosa di nuovo ed interessante ed automaticamente il livello di dopamina in circolo aumenta. Tuttavia non sappiamo se la notifica contiene una novità interessante o meno, bella o brutta e quindi scatta inevitabilmente il desiderio di controllare attivando così lo stesso meccanismo tipico dei giochi d’azzardo.

L’internet Addiction Disorder (IAD) o disturbo da abuso della rete telematica non si riferisce solamente alla dipendenza da internet ma fa riferimento a tutte quelle dipendenze che potrebbero essere definite come ‘dipendenze senza sostanza’.

Alcuni esempi di queste nuove dipendenze sono:

  1. Gioco d’azzardo patologico
  2. Dipendenza da tv
  3. Dipendenza da internet
  4. Dipendenza da gioco online
  5. Shopping compulsivo
  6. Dipendenze dal sesso
  7. Dipendenze dalle relazioni affettive
  8. Dipendenze dal lavoro

Inoltre la dipendenza da Internet (IAD) risulta frequentemente associata ad altri disturbi psichiatrici, tra cui dipendenza da sostanze, depressione, problemi di rabbia e ansia sociale (Flisher C. 2010, Ko C. et al., 2012).

La letteratura individua cinque tipologie di cyberdipendenti:

  • Cyber-Relational Addiction: Tipologia che porta ad una idealizzazione delle persone conosciute sul web. Questo porta ad instaurare relazioni amorose e amicali virtuali e determina una perdita di contatto con la realtà. Sono utilizzati siti di incontri, le chat e i newsgroup.
  • Net-Compulsions: Sono i comportamenti compulsivi messi in atto tramite la rete. La compulsione porta i soggetti ad avere gravi problemi finanziari. Sono utilizzati siti di gioco d’azzardo, commercio in rete, partecipazione ad aste online.
  • Information-Overload: la ricerca compulsiva di informazioni on-line. I soggetti sono sovraeccitati dalla ricerca di informazioni in rete occupando una parte consistente della giornata. 
  • Cybersexual- Addiction: una delle tipologie più frequenti. Il soggetto si dedica in modo compulsivo alla ricerca del partner amoroso o del materiale erotico. Le principali attività sono flirtare e instaurare relazioni amorose che però solo raramente si tramutano in relazioni reali. In molti casi l’eccitazione e la gratificazione sessuale sono dati solamente dalla ricerca tanto che l’investimento sul partner reale viene meno. Sono utilizzati siti pornografici o siti dedicati al sesso virtuale. Questa dipendenza crea disagio nel soggetto che, provando sentimenti di colpa e vergogna cerca di nascondere le proprie relazioni virtuali agli altri.
  • Computer-Addiction: Consiste nell’utilizzo esagerato del computer per giochi di ruolo virtuali. La persona può costruirsi un’identità fittizia. In questo mondo parallelo

Il trattamento per la dipendenza da Internet

La terapia cognitivo comportamentale (CBT) è l’approccio ideale per il trattamento dei disturbi da dipendenza. Il modello di intervento si compone di 3 fasi principali:

  1. La formulazione di un preciso obiettivo: Nelle prime fasi diventa essenziale condurre una valutazione riguardo l’uso attuale di internet da parte del soggetto. L’obiettivo specifico della terapia è quello di modificare il comportamento dipendente e per fare ciò è necessario rendere consapevole il cliente riguardo alla propria dipendenza.
  2. Ristrutturazione cognitiva: Affrontare i pensieri disadattivi che innescano il comportamento dipendente “Sono inutile nella vita reale, ma online sono una persona importante”
  3. Riduzione del danno: Si identificano eventuali fattori situazionali, personali, sociali che sono concomitanti alla dipendenza. Indagando i problemi sottostanti che hanno determinato il comportamento compulsivo si può risolvere definitivamente il disturbo.

Bisogna prestare grande attenzione alle ricadute: spesso una pausa dal comportamento è sufficiente per dire “sono guarito” ma per evitare future ricadute è necessario risolvere i problemi sottostanti che hanno portato alla dipendenza lavorando in uno scenario complessivo attraverso la ristrutturazione cognitiva e sull’insegnamento di strategie necessarie per accrescere il self empowerment.

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Il centro clinico clarense è un valido punto di riferimento nella provincia di Brescia e Bergamo, per il trattamento delle nuove dipendenze e grazie ad un approccio multidisciplinare è in grado di fornire un supporto a 360°.

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