La dipendenza dal lavoro

Da qualche tempo il mio partner passa quasi tutta la giornata al lavoro. Quando torna a casa continua a lavorare dal pc anche fino alle 2.00-3.00 di notte ed a volte anche durante il week end. I pochi momenti di svago sono vissuti come tempo “rubato al lavoro”. Dice di non poter fare diversamente in quanto ha molte cose da fare e troppe scadenze. Questo comportamento dura da qualche mese e penso che sia poco sano. Potrebbe trattarsi di una forma di dipendenza da lavoro?

La dipendenza dal lavoro

La dipendenza dal lavoroLa dipendenza dal lavoro indica un bisogno incontrollabile di lavorare incessantemente per raggiungere la realizzazione personale.

La workalcholism (o work addition) è stata introdotta per la prima volta nel 1971 e letteralmente si potrebbe tradurre come “drogati di lavoro”.

Essa consiste in comportamenti ossessivi in cui la persona non riesce a smettere di lavorare. Il lavoro diventa un chiodo fisso che assorbe l’intera giornata della persona portando a disagi o menomazioni significative in ambito:

  • Personale
  • Relazionale
  • scolastico/lavorativo
  • familiare
  • affettivo

L’interruzione del compito lavorativo porta a manifestazione di sintomi cognitivi e comportamentali quali:

  1. Ansia
  2. Depressione
  3. Irascibilità

La dipendenza da lavoro è un disturbo che stenta ad essere riconosciuto perché il “gran lavoratore” è apprezzato e stimato dalla nostra società.

Le cause che portano a questa nuova dipendenza possono essere molteplici:

  1. Stile educativo: Genitori esigenti il cui amore era connesso alla bravura ed all’ efficienza del figlio
  2. Cause sociali: il ‘buon lavoratore’ riceve molti apprezzamenti per il suo operato e la realizzazione personale in ambito lavorativo è un elemento fondamentale nella società attuale.
  3. Caratteristiche di personalità: tendenza al perfezionismo, alla coscienziosità ed etica morale. Il poter mantenere tutto sotto controllo produce un senso di forte gratificazione.

I sintomi caratteristici della work addiction sono:

  • Tempo eccessivo dedicato al lavoro (12 ore o più) sacrificando week end e vacanze
  • Tale comportamento è frutto di una scelta consapevole e non dovuto ad esigenze finanziarie
  • Preoccupazione ossessiva collegata al lavoro con una tendenza a controllare più volte date, scadenze, completezza del lavoro ecc
  • Difficoltà a dormire e conseguente irritabilità e disturbi psicofisici
  • Aumento di peso
  • Impoverimento emotivo caratterizzato da cinismo, sentimenti di disprezzo per altre attività non lavorative e verso chi si dedica ad altre attività, ipersicurezza
  • Sbalzi di umore
  • Mancanza di separazione tra vita privata e professionale
  • Aggressività costante
  • Angoscia e sintomi di astinenza se non si può lavorare
  • Uso eccessivo di sostanze stimolanti come caffeina, farmaci.

La dipendenza da lavoro, proprio come le altre dipendenze si sviluppa in maniera graduale. Le prime avvisaglie che possono indicare un eccessivo coinvolgimento lavorativo consistono in un aumento del tempo che la persona dedica alla lettura di argomenti e documentazioni lavorative. Questo cambiamento può essere lieve senza portare a grandi cambiamenti ma può anche determinare un allontanamento da conoscenti ed amici.

Dopo una prima fase che viene spesso etichettata come ‘passeggera’ il disturbo inizia a farsi più evidente e le prime manifestazioni del disagio si esprimono a livello fisico attraverso un aumento del livello psicologico di stress, irritabilità, scarsa concentrazione, aumento della pressione, gastrite ecc..

Tali sintomi vengono comunque ignorati o sottovalutati dalla persona che vive un vissuto di colpa perché consapevole di trascurare gli affetti. Tuttavia, come per le sostanze, la persona ritiene di non ‘riuscire a smettere’. Non accetta di delegare i compiti ad altre persone poiché ritiene di essere la migliore a poterli svolgere. La concentrazione esclusiva sul lavoro porta ad una perdita di interesse verso hobby o altre attività non lavorative.

Quando la dipendenza diventa ormai radicata il lavoro occupa i giorni, le notti e i week end. La persona si sente stanca e spossata ma non accetta di fallire e inizia ad assumere sostanze ed eccitanti per ‘tenersi su’.

L’elemento più preoccupante è la negazione del disturbo: familiari, amici o colleghi che fanno notare il problema vengono respinti con rabbia. In alcuni casi il disturbo è talmente radicato e disfunzionale da richiedere ricoveri ospedalieri.

Il trattamento per la dipendenza dal lavoro

Il percorso terapeutico per il trattamento di questo disturbo è abbastanza complesso dal momento in cui il paziente ha appreso, nel corso della sua vita, di essere di valore solamente se riesce ad avere successo.

Attraverso la ristrutturazione cognitiva è possibile riformulare questi pensieri disfunzionali ed elaborare nuove abitudini di vita più rispettose delle proprie esigenze personali.

La terapia cognitivo-comportamentale utilizza una tecnica specifica, ovvero la tecnica del Time out in cui si stabilisce, insieme al terapeuta, orari e tempi in cui è necessario astenersi dal lavorare e dedicarsi ad ‘attività non produttive’ (stare con gli amici, dedicarsi a degli hobby). Si utilizzano anche tecniche di rilassamento e strategie di respirazione per assumere consapevolezza ed affrontare la fatica e la tensione psicofisica a cui il corpo viene sottoposto in seguito all’eccessivo lavoro.

In alcuni casi è necessario intervenire attraverso la terapia farmacologica con stabilizzatori del tono dell’umore. I farmaci vanno sempre integrati ad una psicoterapia e NON possono in alcun modo essere considerati come alternativa ad essa.

L’elemento centrale nella buona riuscita del trattamento è l’accettazione, da parte del paziente, di avere un problema.

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