I disturbi alimentari costituiscono un importante argomento di trattazione in diverse discipline mediche (psichiatria, endocrinologia, gastroenterologia, ecc.) in quanto comportano negli individui che ne soffrono una serie di alterazioni psicofisiche che vanno a colpire numerosi organi e apparati.

L’eccessiva attenzione per l’estetica e la preoccupazione costante di essere fisicamente attraenti conducono a una maggior insoddisfazione per il proprio aspetto. Questi individui pensano che l’accettazione del corpo sia strettamente correlata alla stima di sé.

Nella nostra società l’apparenza predomina nell’immaginario collettivo e l’alimentazione, legata alla percezione e alla dimensione del corpo, diviene uno degli elementi in base al quale potersi caratterizzare. Il rifiuto del cibo, o il suo consumo eccessivo, diventano il sintomo di un disagio che ha origine nell’esperienza personale e nel modo in cui quest’esperienza integra i messaggi sociali.

Il Centro Clinico Clarense rappresenta, nella provincia di Brescia e nella provincia di Bergamo, un valido punto di riferimento per il supporto psicologico e la psicoterapia dei disturbi alimentari. Vi preghiamo di visitare la nostra pagina dei contatti per ulteriori chiarimenti o per fissare una appuntamento.

Anoressia Nervosa e Bulimia

…se penso di dovermi pesare ho paura… ho il terrore di ingrassare… non sopporto più tutti quelli che mi dicono che sono dimagrita, la gente dovrebbe farsi gli affari suoi… penso tutto il giorno al cibo, a come evitarlo… e poi, come oggi, finisco col mangiare troppo… così ho buttato all’aria gli ultimi due giorni che erano andati così bene… stamattina avevo fatto bene colazione, il pranzo così così, poi nel pomeriggio ho iniziato a ingurgitare… mi odio, mi sento in colpa… non riesco a vomitare, ho paura… così vado a correre… mi sento in colpa per non sapere quante calorie ho ingurgitato… ho perso del tutto il controllo, ho paura che potrei diventare obesa… mi vedo così, obesa… anche se obesa non sono mai stata… ma tanto non fa nessuna differenza.”

L’approccio terapeutico costruttivista situa anoressia e bulimia lungo un continuum, dal momento che tali disturbi presentano nella maggior parte dei casi un’eziologia essenzialmente simile. Infatti sempre più autori preferiscono parlare di Sindrome Anoressico-Bulimica o di Spettro dei Disturbi Alimentari (Pancheri e Cassano 1999).

bulimiaIl sintomo è considerato un’attiva strategia del paziente per dare significato e coerenza alla propria esistenza. Alcuni pazienti esordiscono con un episodio anoressico, per poi sviluppare un atteggiamento bulimico con frequenti abbuffate. Nell’anoressia vi è una modalità particolarmente attiva di affrontare la vita, associata a un livello di motricità elevato; vi è un atteggiamento di autosufficienza e di lotta a oltranza contro un mondo avvertito come disconfermante.

Al contrario nell’obesità vi è una modalità particolarmente passiva di affrontare la vita, vi è un’attribuzione di colpa interna con un forte senso di sconfitta, per cui le delusioni e le disconferme vengono percepite come inevitabili e sempre imputabili sé. La bulimia si trova in una posizione intermedia, con ampie oscillazioni negli atteggiamenti che si alternano tra lo stile tipico dell’anoressico e dell’obeso.

Il disturbo anoressico si presenta nella maggior parte dei casi come egosintonico, accettato e a volte esibito, con un atteggiamento di fanatica ricerca di magrezza estrema. La bulimia invece tende ad essere avvertita come un impulso irrefrenabile, e rifiutato, che ha per conseguenza un comportamento da nascondere con forte senso di vergogna.

Il comportamento anoressico-bulimico è un sintomo ambivalente e multideterminato: è un tentativo disperato di ottenere ammirazione e conferma, di sentirsi unici e speciali. È un tentativo di opporsi alle eccessive aspettative genitoriali, un tentativo onnipotente di sviluppare attraverso la disciplina del corpo e il controllo del cibo, un senso di autonomia e di individualità.

Questi fattori sono accompagnati da un’errata percezione della propria immagine corporea, da un pensiero tipo “tutto o nulla”, per lo più centrato solo sul presente, da rituali ossessivo-compulsivi e dalla paura/bisogno di essere “visti”.

La preoccupazione relativa al cibo e al peso è una manifestazione piuttosto tarda, emblematica di un disturbo basilare del concetto di Sé. La maggior parte dei pazienti con anoressia e/o bulimia nercosa riferisce di aver percepito da sempre interiormente la convinzione di essere completamente inadeguati e impotenti, incapaci di sostenere il giudizio degli altri.

Criteri per la diagnosi di anoressia secondo il DSM IV-TR:

  • rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra, o al peso minimo, normale per l’età e la statura;

  • intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso;

  • alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso;

  • nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Criteri per la diagnosi di bulimia secondo il DSM IV-TR:

  • Ricorrenti abbuffate. Un’abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti:

  1. mangiare in un definito periodo di tempo (es. 2 ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.

  2. Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio.

  • Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.

  • Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte la settimana per tre mesi.

  • I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

  • L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

Trattamento:

Il primo passo nel trattamento dell’anoressia e della bulimia consiste nello stabilire la gravità della sintomatologia, la fase del ciclo di vita in cui si trova l’individuo, e il suo rapporto con l’insorgenza del disturbo. La tendenza del centro è sempre quella di un intervento multidisciplinare, con il supporto di un medico nutrizionista e, dove serve, dello psichiatra.

Il disturbo alimentare spesso rappresenta l’unica modalità possibile per stabilizzare un’identità che si definisce esclusivamente attraverso riferimenti esterni, l’intervento psicoterapeutico si focalizza sul significato che il sintomo riveste per l’individuo e per il suo contesto sociale. Il processo di condivisione emotiva favorisce una maggior capacità di condivisione sociale delle proprie esperienze emotive. Il tema del confronto e del giudizio degli altri, i sentimenti di inadeguatezza e di incapacità vengono focalizzati e progressivamente integrati nel proprio senso di identità, che diventa sempre più soggettivo e meno dipendente dall’esterno.

All’interno di questo processo l’individuo riesce ad abbandonare i comportamenti di controllo del peso; a migliorare l’immagine corporea, la valutazione di sé e i rapporti interpersonali.

Il Centro Clinico Clarense è un valido punto di riferimento, nella provincia di Brescia e Bergamo, per il supporto psicologico e la psicoterapia dell’anoressia e della bulimia. Vi preghiamo di visitare la nostra pagina dei contatti per chiedere ulteriori chiarimenti o per fissare un appuntamento.

Disturbo da alimentazione incontrollata e obesità

…vorrei una bacchetta magica che mi facesse perdere in un colpo solo tutti questi chili: sono grassa, con tutte le conseguenze che questo comporta. Di certo non posso dire di fare una vita normale: ho trent’anni, non ho un fidanzato, non vado a ballare o in piscina con le amiche, non faccio nulla di quello che normalmente una ragazza della mia età fa… mi tormenta una fame insaziabile e incontrollabile… sono consapevole che c’è un problema psicologico, ma i miei e chi mi sta accanto pensano che io sia pigra e ingorda… mi sento sempre più depressa e spaventata…alimentazione incontrollata

L’abbondante disponibilità di cibi altamente palatabili ed energici (soprattutto ricchi di lipidi) espone a un iperconsumo di calorie, che non è biologicamente guidato dallo stato di necessità, né consapevolmente deciso, che risponde a un bisogno di “iper-alimentazione passiva”, dove i soggetti obesi non sono stimolati a nutrirsi meno.

Un eccesso di peso può comportare complicanze cardiocircolatorie, dell’apparato muscolo-scheletrico, diabete, malattie del fegato e della colecisti, cancro e ipertensione.

Nella categoria dei disturbi da alimentazione incontrollata (Binge Eater disorder o BED) sono inquadrate tutte le forme di discontrollo alimentare che conducono a livelli variabili di obesità.

Criteri per la diagnosi di disturbo da alimentazione incontrolata secondo il DSM IV-TR:

  • episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata che si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi:

  1. mangiare, in un periodo definito di tempo (es. 2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.

  2. Sensazione di perdita di controllo nel mangiare durante l’episodio (sensazione di non riuscire a fermarsi, o a controllare che cosa e quanto si stia mangiando).

  • Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre, o più, dei seguenti sintomi:

  1. mangiare molto più rapidamente del normale;

  2. mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;

  3. mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;

  4. mangiare da soli a causa dell’imbarazzo che si sente per quanto si sta mangiando;

  5. sentirsi disgustato verso sé stesso, depresso o molto in colpa dopo le abbuffate.

  • È presente marcato disagio a causa del mangiare incontrollato.

  • Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno due giorni la settimana in un periodo di sei mesi.

  • L’alimentazione incontrollata non risulta associato con l’utilizzazione sistemica di comportamenti compensatori inappropriati (lassativi, digiuno, eccessivo esercizio fisico) e non si verifica esclusivamente in corso di anoressia o bulimia.

Trattamento

Il disturbo di alimentazione incontrollata richiede, come tutti i disturbi alimentari, che il soggetto venga preso in carico da un equipe multidisciplinare rappresentata da dietologo, psichiatra e psicologo.

Un primo importante passo, dal punto di vista internistico è quello di attivare un’educazione alimentare da unire alla correzione dello squilibrio metabolico che si è creato col disturbo.

Il sintomo alimentare spesso rappresenta l’unica modalità possibile per stabilizzare un’identità che si definisce esclusivamente attraverso riferimenti esterni, quindi dal punto di vista psicoterapico l’obiettivo è quello di far abbandonare al paziente l’idea che il sintomo rappresenti una modalità per dare significato e coerenza alla propria esistenza, passando dal piano del comportamento alimentare a quello dell’identità personale, privilegiando i temi legati alla costruzione del Sé.

Spesso nel disturbo da alimentazione incontrollata è utile abbinare farmaci antidepressivi e ansiolitici.

Il Centro Clinico Clarense è un valido punto di riferimento, nella provincia di Brescia e Bergamo, per il supporto psicologico e la psicoterapia nei casi di disturbo da alimentazione incontrollata e obesità. Vi preghiamo di visitare la nostra pagina dei contatti per chiedere ulteriori chiarimenti o per fissare un appuntamento.