“Quando la tempesta sarà finita probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla ed a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro sia finita per davvero.Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”.

Kafka

Che cos’è l’E.M.D.R.?

L’ Eye Movement Desensitization and Reprocessing (E.M.D.R.), letteralmente ‘desensibilizzazione e rielaborazione tramite movimenti oculari’, è una modalità di approccio psicoterapico interattivo e standardizzato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che ad esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

Il metodo EMDR viene usato per accedere, neutralizzare e portare ad una risoluzione adattiva le esperienze traumatiche o eventi stressanti dal punto di vista emotivo, che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.

Quando avviene un evento traumatico, l’equilibrio delle nostre reti neurali viene disturbato e l’elaborazione viene bloccata generando pensieri intrusivi.

L’ EMDR agisce basandosi sulla stimolazione di un processo neurofisiologico naturale: la focalizzazione sul ricordo traumatico viene trattata con una metodologia di stimolazione alternata destra/sinistra, attraverso movimenti oculari o altre tipologie di stimolazione. Questo meccanismo è in grado di produrre una miglior comunicazione tra i due emisferi cerebrali.

Attraverso il processo di desensibilizzazione i ricordi traumatici perdono la loro carica negativa, i pensieri intrusivi si attutiscono diventando più adattivi, le emozioni e le sensazioni fisiche si riducono di intensità.

L’elaborazione dell’esperienza traumatica permette al paziente di cambiare prospettiva e le valutazioni cognitive su di sé associando alle situazioni emozioni adeguate.

Indipendentemente dal tempo trascorso dall’evento traumatico (anche a distanza di anni) il cambiamento del contenuto che si attribuisce all’evento è molto rapido.

Dopo il trattamento il paziente ricorda chiaramente l’evento ma esso è integrato in una prospettiva più adattiva. Il soggetto è quindi in grado di percepire l’esperienza in modo costruttivo, ricollocandola nel passato ed integrandola in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.

Le basi dell’E.M.D.R.

Le basi dell’EMDR risalgono a 30 anni fa quando, nel 1987, la psicologa Francine Shapiro scoprì che i movimenti oculari volontari riducevano l’intensità di pensieri negativi disturbanti. Il movimento oculare proposto nell’EMDR è molto simile a quanto avviene in maniera naturale durante i sogni o il sonno REM (Rapid Eye Movement) quindi in quei momenti in cui il sistema nervoso elabora ed organizza il sistema mnestico.   

Questa metodologia infatti si basa su un processo neurofisiologico naturale legato all’ elaborazione adattiva dell’informazione (AIP). Secondo l’AIP, l’evento traumatico viene immagazzinato in memoria insieme ad una rete di informazioni sensoriali, emozionali, percettive e cognitive che hanno caratterizzato quel momento e che sono quindi informazioni disturbanti. La rete mnestica è così coesa da essere attivata con una minima stimolazione.

Tutte queste informazioni presenti nelle reti neurali sono però state acquisite in modo disfunzionale e rimangono “congelate” in memoria senza poter essere correttamente elaborate e senza potersi mettere in contatto con le altre reti e alle altre informazioni utili a contrastarle.

Non potendo essere elaborate queste informazioni continuano a provocare disagio nel soggetto fino a diventar così disturbanti da portare alla manifestazione di alcune patologie psicologiche come per esempio il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) o altri disturbi psicologici.

Le esperienze traumatiche alla base di questi disagi possono essere svariate:

  • Piccoli /grandi traumi subiti in età dello sviluppo
  • Eventi stressanti comuni (lutto, malattia, perdite finanziare, cambiamenti..)
  • Eventi stressanti non comuni (terremoti, incidenti gravi, violenza..)

L’ EMDR si pone come obiettivo quello di ripristinare il normale funzionamento del sistema di elaborazione delle informazioni che consente la creazione di connessioni sensoriali più funzionali.

Al termine del lavoro il paziente sarà in grado di:

  • ridurre l’iperarousal neurovegetativo
  • ridurre i pensieri e ricordi intrusivi
  • ridurre la sofferenza emotiva
  • ridurre i comportamenti di evitamento
  • discriminare tra pensieri reali ed immaginati che sono condizionati dall’ansia
  • vivere l’esperienza come un ricordo lontano
  • vivere con distacco il ricordo dell’esperienza traumatica
  • riformulare le credenze negative
  • mantenere il contenuto del ricordo ma trasformandolo in modo costruttivo
  • integrare il contenuto del ricordo in schemi cognitivi precedenti.

Nella pratica EMDR l’esperienza traumatica viene valutata da un punto di vista multidimensionale prestando attenzione non solo agli aspetti cognitivi ma anche agli elementi comportamentali, emotivi e neurofisiologici. Nella terapia il terapeuta, seguendo un protocollo strutturato, guida il paziente nella descrizione dell’evento, aiutandolo ad identificare gli elementi disturbanti importanti. L’elaborazione viene aiutata mediante movimenti di stimolazione alternata in cui il paziente rivive alcuni elementi del ricordo iniziale. Durante la pratica il paziente può provare emozioni intense ma quando il processo di rielaborazione è terminato il paziente sarà in grado di vivere l’esperienza in modo costruttivo dato che è stata integrata in uno schema emotivo e cognitivo positivo.

L’approccio evidence based nell’ E.M.D.R.

Negli ultimi anni le ricerche scientifiche sull’ EMDR sono state moltissime ed a seguito delle molteplici conferme scientifiche è stato riconosciuto da importanti organizzazioni come l’American Psychological Association (1998-2002), l’American Psychiatric Association (2004), dal Ministero della salute italiano (2003 e dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010) come il metodo evidence based più efficace per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici. 

L’efficacia di questo trattamento è stata dimostrata non solo nei casi di Disturbo Post Traumatico da Stress, ma anche in traumi come:

  • lutti
  • perdita in gravidanza
  • disturbi alimentari

Un importante vantaggio dell’EMDR è dato dalla sua possibilità di applicazione anche su pazienti con difficoltà a verbalizzare l’evento. La gestione e regolazione delle emozioni infatti non si basa su interventi verbali ma piuttosto sull’ sull’aumento del controllo in fase di elaborazione a certe esperienze da parte del soggetto.

EMDR BresciaInoltre, come dimostrato da recenti ricerche, permette un beneficio in tempi molto minori rispetto alla tradizionale psicoterapia. Circa l’84-90% dei pazienti con un solo evento traumatico riportavano miglioramenti ed interruzione dei sintomi di PTSD dopo sole 3 sedute EMDR di 90 minuti. I cambiamenti che si verificano dopo ogni seduta di psicoterapia portano a delle modifiche anche dal punto di vista neurobiologico dimostrando come l’efficacia dell’EMDR non riguarda solo risultati clinici ma anche cambiamenti a livello delle strutture cerebrali e del loro funzionamento.  Ad oggi il trattamento EMDR è l’unico trattamento psicoterapico con efficacia neurobiologica provata.

Dato il riconoscimento a livello mondiale sono circa 120 mila i clinici di tutto il mondo che utilizzano questa terapia e fino ad ora milioni di pazienti sono stati trattati con successo.

Il motivo di questa enorme diffusione, nel giro di soli 30 anni, può essere compresa data l’efficacia e la varietà di disturbi che l’EMDR è in grado di trattare.

Ambiti scientifici di applicazione EMDR

Nel 2013 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto l’efficacia della terapia EMDR per il trattamento di disturbi da stress traumatico. Numerose sono le ricerche che hanno contribuito a dimostrare l’efficacia dell’approccio EMDR nel trattamento dei traumi relazionali e dei pazienti con PTSD ma negli ultimi anni l’interesse scientifico si è impegnato a cercare di identificare le strutture e le aree cerebrali implicate nella rielaborazione degli eventi traumatici. Affiancandosi e collaborando con numerose università, ospedali e CNR l’associazione EMDR ha promosso ricerche per indagare i cambiamenti di tipo neurofisiologico che si evidenziano in seguito ad un trattamento EMDR. Questo ha permesso di sviluppare varie teorie sul funzionamento della pratica fornendo ancora di più un supporto maggiore all’utilizzo di questa tecnica.

Gli ambiti scientifici di applicazione sono molteplici tra i quali:

  • Terapia EMDR in soggetti con ANSIA e DEPRESSIONE:

Una recente meta-analisi si è occupata di studiare gli effetti della tecnica EMDR su 26 studi effettuati in un arco temporale di 20 anni. In questa meta-analisi sono stati comparati gli effetti dell’EMDR e di altre psicoterapie nel trattamento di soggetti con PTSD. In questi soggetti le componenti di ansia e depressione sono spesso molto marcate e portano ad un notevole distress emotivo. Nella meta-analisi tutti i soggetti trattati con EMDR mostravano un miglioramento sulla percezione soggettiva di stress in maniera più significativa rispetto ad altre tipologie di trattamento. 

Nei pazienti con PTSD la gestione di pensieri ed immagini contenute in memoria non è appropriata ma la terapia EMDR permette di creare delle connessioni adattive che consentono di integrare le esperienze negative con emozioni e pensieri positivi migliorando la consapevolezza dei pazienti. (Chen et al, 2014)

  • Terapia EMDR nel trattamento dei DISTURBI DI PANICO

La terapia TCC è considerata ad oggi la terapia più efficace nel trattamento dei disturbi di panico riducendo in maniera significativa il numero di attacchi, la loro intensità e il rischio di ricadute.

Il metodo EMDR, in quanto metodologia evidence based, può agire sugli eventi traumatici che portano allo sviluppo dell’attacco di panico consentendo una maggior consapevolezza rispetto alle sensazioni corporee e psicologiche che derivano dall’ansia anticipatoria.

Le ricerche di questo settore si pongono come obiettivo quello di valutare l’efficacia in termini di tempo e stabilità degli effetti della terapia TCC con o senza l’ausilio del metodo EMDR.

  • Terapia EMDR nel trattamento del DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Numerose sono le ricerche che dimostrano una relazione tra i disturbi del comportamento alimentare e situazioni di stress, lutti, maltrattamenti domestici, abusi infantili o altri eventi di vita negativi.

L’EMDR prevede la rielaborazione di tutte quelle esperienze angoscianti vissute che possono essere causa della sintomatologia ansiosa. L’EMDR non solo consente la rielaborazione di traumi del passato, ma anche di rafforzare l’autostima e le risorse individuali del soggetto che spesso sono fortemente compromesse nella persona con disturbo alimentare.

Data la correlazione presente tra disturbi del comportamento alimentare e passato di esperienze traumatiche sono molti gli psicoterapeuti che hanno integrato l’approccio EMDR alle psicoterapie classiche. L’obiettivo delle ricerche svolte in questo campo è quello di valutare quando sia rilevante l’ausilio della metodologia EMDR nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.

  • Terapia EMDR nel trattamento dei TRAUMI DA PARTO

Le ricerche in questo settore si pongono come obiettivo quello di metabolizzare gli aspetti di un parto traumatico. Spesso la situazione di difficoltà durante il parto può determinare nella neomamma una perdita del senso di sicurezza ed un vissuto di inadeguatezza nei confronti del nuovo nato. L’ EMDR cerca di depotenziare gli elementi traumatici vissuti durante un parto difficile e di facilitare i processi di sintonia affettiva madre-figlio.

Anche nelle situazioni di aborto spontaneo o interruzioni di gravidanza l’EMDR trova la sua applicazione. In queste situazioni possono riattivarsi emozioni spiacevoli dal confronto con altre donne in attesa o possono sorgere dubbi sulla propria capacità procreativa. Indipendentemente da quanto la gravidanza sia stata breve e desiderata, per la maggior parte dei genitori la perdita del figlio atteso è un evento stressante e traumatico che può portare con sé reazioni di shock, ansia e depressione. In molti casi il trauma si risolve in maniera naturale ma se il processo normale di lutto si blocca e l’evento non viene elaborato ci possono essere conseguenze negative sul piano psicologico e relazionale.

L’efficacia dell’EMDR è stata ampiamente dimostrata anche in questo ambito.

  • Terapia EMDR nel trattamento del DISTURBO DA DIPENDENZA

Numerose sono le ricerche che dimostrano una relazione tra i disturbi da dipendenza e situazioni di stress, eventi traumatici, maltrattamenti domestici o altri eventi di vita negativi. Lo scopo della terapia EMDR in questo settore è quello di ridurre l’impatto emotivo che gli eventi traumatici hanno nei pazienti. Le ricerche si pongono come obiettivo quello di valutare se il trattamento è efficace nel ridurre il comportamento compulsivo all’uso di sostanze cercando di aumentare la compliance dei pazienti.

  • Terapia EMDR nel LUTTO

Nel lutto gli attaccamenti ed i rapporti con le persone care defunte non si perdono, ma vengono trasformati. In alcuni casi però una perdita può essere talmente devastante da bloccare l’accesso ai ricordi positivi ed agli aspetti più importanti vissuti con la persona defunta. L’EMDR è fondamentale per fare emergere le rappresentazioni interiori esperite del soggetto attraverso i ricordi e il loro significato relativo. L’ EMDR, attraverso l’analisi dei ricordi, ci consente di prendere atto del significato della relazione con il defunto, del suo ruolo e della nostra identità. Questo consente di aver accesso ad una maggiore consapevolezza e di portare nel futuro la certezza di aver amato ed essere stati amati dalla persona cara.

L’EMDR è in grado di favorire l’elaborazione delle varie fasi del lutto favorendo l’assimilazione e l’adattamento alla perdita.

In questo senso l’EMDR può essere utilizzato:

  1. Per completare l’elaborazione di un lutto non complesso
  2. Per evitare gli ostacoli che potrebbero complicare l’elaborazione
  3. Nel lutto complesso per elaborare gli ostacoli che possono impedire il completamento dei processi di elaborazione.

Come Fissare un Colloquio Psicologico a Brescia

Chi volesse avere maggiori informazioni o fissare un primo colloquio gratuito con la dott.ssa Simona Chiari per approfondire le tematiche legati al trattamento e alla terapia EMDR può contattare il centralino del Centro Clinico Clarense allo 030 52 36 107 o inviare una mail a simona.chiari@centroclinicoclarense.it

La dottoressa Simona Chiari Psicologa e Psicoterapeuta riceve a Brescia, via Vittorio Emanuele 60 e a Chiari, via SS. trinità 12