5-LA BILANCIA DEGLI AFFETTI

“Sono molto preoccupata per mio figlio: ha 15 anni e da un po’ di tempo manifesta un atteggiamento di chiusura verso qualsiasi forma di dialogo. Non lo riconosco più! Da quando ha iniziato a frequentare un nuovo gruppo di amici, rispetto ai quali nutro una pessima opinione, ho paura che la situazione mi sfugga del tutto al controllo. A preoccuparmi maggiormente è il fatto di aver trovato un pacchetto di sigarette nella tasca della sua giacca. Questa vicenda apre uno scenario governato dal ricordo di eventi di cronaca e da tutta una serie di timori: ho paura che possa arrivare a fumare le canne e ad abusare di altre sostanze che possano portarlo a dipendere dalle droghe”

In adolescenza, può succedere che il bisogno affettivo di dipendenza possa indossare l’abito di altre forme di dipendenza, non sempre patologiche, per far fronte alla tensione emotiva che spesso questo periodo della crescita comporta. Può capitare, infatti, che l’adolescente, alla ricerca di stesso, abbia la necessità di provare diversi abiti prima di capire quale sia quello che a lui possa andar meglio.
Durante il periodo adolescenziale, il tema della dipendenza è di fondamentale importanza; dipendere significa poter sperimentare il senso di appartenenza, un esperienza di natura affettiva fondamentale in quanto permette di sentirsi amati e compresi. Murray Bowen (1979) parla della “bilancia degli affetti” per riferirsi all’equilibrio dinamico tra appartenenza e separazione. A tal proposito, Carl Whitaker (1989) sostiene che  “non ci si può separare se prima non si appartiene” e, per poter appartenere a un gruppo o sistema, è necessario sperimentare una serie di dipendenze sane, rispetto ai quali l’adolescente ha la possibilità di definirsi e differenziarsi nella relazione con gli altri: i genitori, il gruppo dei pari, il partner, ecc.
In questo periodo del ciclo di vita, l’assenza di dipendenze sane, può portare a costruire una serie di dipendenze patologiche; tali dipendenze nascono con  il fine di fuggire da stati emotivi spiacevoli, di non esperire i propri sentimenti, di ricercare una condizione di piacere e di benessere immediato, di difendersi contro ogni tipo di tensione psichica.

Rispetto alle forme che possono assumere le dipendenze patologiche, attualmente, sebbene le più caratteristiche dell’adolescenza restano le dipendenze da sostanze (droga e alcol), si assiste a un aumento delle cosiddette New Addiction: dipendenza da gioco d’azzardo, da Internet, dallo shopping, dal lavoro, dal sesso, dal cibo.

Per dirla con la “bilancia degli affetti”, la dipendenza assume contorni patologici quando il processo di separazione-individuazione, processo che porta l’adolescente a sviluppare tutti quei  fattori grazie ai quali egli costituisce  una propria identità personale, porta il peso di contesti relazionali confusivi e invischiati o disimpegnati, contesti all’interno dei quali viene a mancare la possibilità di riconoscersi e sperimentarsi nella relazione con “l’altro”.

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Articolo a cura della dot.ssa Lavra