Come sessuologa mi trovo spesso a confrontarmi con la tematica dell’assenza o la diminuita presenza di desiderio sessuale.

Vediamo di approfondire quest’argomento.

Cosa si intende per Desiderio sessuale.

Il desiderio sessuale è una componente importante delle risposta sessuale.

Il ciclo della risposta sessuale viene descritta per praticità come una serie di stadi che dovrebbero condurre alla soddisfazione sessuale, stadi che nella realtà non sono sempre così ben differenziati, anzi,  vengono vissuti in un continuum omogeneo.

mancanza di desiderio sessualeLa prima fase è l’eccitazione, una sorta di tensione fisica ed emotiva che permane per un certo tempo, plateau,  per poi esprimersi nell’orgasmo vero e proprio a cui segue la fase della risoluzione che è caratterizzata da una scarica della tensione sessuale e dalla detumescenza vascolare.

Negli ultimi anni è stata aggiunta la fase della soddisfazione sessuale.

E il desiderio in questo modello di funzionamento dove si trova?

È all’inizio del processo, anticipa e rafforza l’eccitazione.

Facendo un’analogia  è come se mancasse benzina alla macchina o appetito di fronte ad un piatto.

Ma è importante capire come funziona il desiderio. Non è un qualcosa che c’è o non c’è, noi non siamo passivi rispetto a questo aspetto della sessualità. Il desiderio oscilla nelle diverse fasi della vita, sia fisiologicamente e naturalmente, pensiamo ad esempio  alla influenze ormonali sia maschili che femminili  sulla risposta sessuale, sia per fattori sociali, psicologici e culturali. A questo gruppo afferiscono, stili di vita erronei, stress, credenze rigide sulla sessualità.

E’ quindi importante avere questa prima grande consapevolezza: il desiderio è influenzato negativamente da molte variabili, ma le stesse variabili, grazie all’aiuto del professionista sessuologo, sono le stesse a contribuire alla rinascita e ripresa del desiderio sessuale.

Quando l’assenza di desiderio è un problema?

Riprendendo l’analogia dell’appetito, in fondo non dobbiamo mangiare per forza e poi se quello che abbiamo di fronte non ci piace perché dovremmo sforzarci?

La mancanza di desiderio è un indicatore, un segnale, ci fa porre attenzione su un comportamento, ci fa interrogare sul perché non abbiamo desiderio.

La mancanza di desiderio è un problema solo quando non è una situazione sporadica, ma la persona o la coppia la vive per lungo tempo e ha un abbassamento della propria qualità di vita.

Quante persone ne sono interessate?

Si stima che almeno un 30% della popolazione soffra di questo disturbo. Tale percentuale è in continua crescita.

come si manifesta la mancanza di desiderio sessuale

Come si manifesta?

La mancanza di desiderio sessuale si manifesta mediante assenza di interesse nell’iniziare o nel rispondere ad un’iniziativa sessuale e nell’assenza di fantasie e pensieri riguardanti la sessualità.

All’interno del colloquio sessuologico per capire le caratteristiche del disturbo e per proporre interventi adeguati, indagherò se il problema è:

Situazionale: si presenta con un partner, ma non con altri; oppure solo in certe circostante, ad esempio  vicino al ciclo mestruale, dopo un periodo di stress, ecc.

Generalizzato: non è influente il partner, è presente con chiunque ed in molte situazioni.

Acquisito: dopo determinate esperienze, anche di vita, ad esempio la menopausa, oppure dopo una gravidanza.

Permanente: la persona si riconosce da sempre con un basso desiderio ed interesse nei confronti della sessualità.

Fattori che influenzano il desiderio sessuale.

Ora vediamo le cause che possono portare ad un disturbo del desiderio sessuale.

 

Cause medico-farmacologiche.

Malattie endocrine che causino insufficienze surrenali (Malattia di Addison),che comportino un’eccessiva attività della ghiandola surrenale (Sindrome di Cushing) oppure, negli uomini, che causino ipogonadismo;

Malattie dell’ipofisi: ipopituitarismo;

Malattie della tiroide: ipotiroidismo;

Malattie psichiatriche: depressione, schizofrenia;

Antipertensivi.

Antinfiammatori steroidei;

Psicofarmaci (antidepressivi , neurolettici tipici, ipnotici e Benzodiazepine)

Antiepilettici: abuso di sostante psicoattive (eroina, cocaina, morfina, alcool)

Cause psico-relazionali.

Conflitto con il partner e crisi di coppia: coppie litigiose, con forti contrasti in atto difficilmente si abbandonano a rapporti sessuali sereni e soddisfacenti.

Stili sessuali diversi: amarsi e volersi bene, andare d’amore e d’accordo non implica anche avere le medesime preferenze sessuali o il medesimo stile. Questa difficoltà può portare ad un tensione di coppia  sul tema specifico della sessualità che verrà risolta smettendo di avere rapporti per il timore di ferire il partner.

La coppia vivrà così un paradosso,  sente amore ma non riesce ad esprimerlo con una sessualità soddisfacente per entrambi i partner.

Educazione sessuofobica: questo crea una difficoltà a relazionarsi serenamente con il proprio e altrui corpo, una difficoltà ad abbandonarsi e a vivere la sessualità con gioia e disinvoltura.

Difficoltà a far fronte  a stress interni o esterni.

Difficoltà ad affrontare i cambiamenti connessi alle diverse fasi della vita. Ad esempio  per alcune donne la menopausa è un momento felice che sviluppa il potenziale sessuale, per altre è un momento di difficoltà connesso alla perdita della giovinezza e ai cambiamenti non desiderati del proprio corpo.

Ansia, depressione e di pensiero tipo ossessivo-compulsivo.

Cause ambientali.

Stile di vita inadeguato che non contempla il tempo per la sessualità.

La sessualità, soprattutto quella matura e consapevole, ha bisogno di tempo.  Un tempo per ascoltare e ascoltarsi, un tempo per assaporare, un tempo da dedicare e dedicarsi.

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Trattamento

Una volta escluse cause organiche, il trattamento psicosessuologico lavora sulle diverse aree che abbiamo visto in precedenza.

Vi è una prima fase in cui si fa un’analisi dettagliata del problema portato, cioè se il problema è specifico o generalizzato, se è acquisito o permanente. Si chiede, poi, all’individuo o alla coppia di descrivere come avviene l’approccio sessuale ed il rapporto. Quali sono i fattori cognitivi ( pensieri/credenze) e comportamentali (es. evitamento) che mantengono il problema.

Nella seconda fase, in base all’analisi fatta, il trattamento si sviluppa lavorando sulle criticità emerse mediante queste strategie:

Psicoeducazione:  è un intervento volto a rendere la persona consapevole del ciclo della risposta sessuale e del funzionamento erotico, dei fattori che lo favoriscono e di quelli che lo inibiscono. In questa fase inoltre propongo attività volte a migliorare la consapevolezza del proprio corpo (esplorazione visiva e cinestesica), e dei tabù e dei falsi miti annessi al tema della sessualità.

Tecniche di ristrutturazione cognitiva: è un intervento finalizzato a modificare credenze erronee  sulla sessualità e su se stessi. Ad es.  per impegnarsi  in un rapporto sessuale, bisogna avere sempre un forte desiderio, oppure se si perde l’erezione non si riesce a recuperarla, oppure se non provo desiderio per il partner allora non lo amo, e tante altre idee erronee che se non affrontate impediscono la possibilità di impegnarsi  in un sereno e coinvolto rapporto sessuale.

Esposizione e insegnamento di abilità sessuali: intervento volto a fronteggiare l’evitamento, cioè la scelta di non avere rapporti per non dover subito la frustrazione di un fallimento. In questo intervento chiedo alla coppia di impegnarsi nuovamente in attività sessuali fornendo indicazioni da attuare a casa, in ambiente calmo e tranquillo.

Psicoterapia di coppia: intervento mirato a gestire la conflittualità di coppia o i problemi di comunicazione che accompagnano il problema sessuale. Se necessaria questo intervento anticipa la Sex Therapy vera e propria.

Conclusione.

La sessualità, o meglio i disturbi legati alla sessualità, ci impongono, quindi, una riflessione ampia su noi stessi; la sessualità non è un istinto biologico che si esprime in modo meccanico senza la nostra partecipazione consapevole, la sessualità ci impone di essere protagonisti consapevoli di quello che stiamo vivendo. Una sessualità soddisfacente ci impone di essere presenti a noi stessi  e al momento che stiamo vivendo, ci chiede di stare sul momento presente in modo consapevole e non forzato e controllato,  ci chiede di seguire le sensazioni del corpo, gustandole e apprezzandole, senza giudicarle per quelle che dovrebbero essere.

La buona sessualità è tutt’altro che un puro atto meccanico, va oltre il non funzionamento d’organo, la sessualità è godere dell’esperienza corporea a tutto tondo, con tutti i sensi e con ogni parte del corpo. Il disturbo del desiderio sessuale non è solo mancanza di energia sessuale, è soprattutto mancanza di tempo dell’incontro con l’altro, mancanza di curiosità e di voglia di esplorare, è mancanza della capacità di stare nel momento presente godendo pienamente, è mancanza della capacità di andare oltre il mero concetto di orgasmo penetrativo.

Il mio intervento mira, attraverso pratiche esperienziali, a ricondurre al piacere dell’incontro con sé e con l’altro. Il piacere dell’incontro nutre il desiderio.

L’articolo è stato redatto dalla Dott.ssa Cinzia Mamelli, sessuologa del Centro Clinico Clarense

Se vuoi approfondire questo tema puoi telefonare al numero 030.52.36.107 o mandare una mail a info@centroclinicoclarense.it per prenotare un primo colloquio gratuito.

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