LA SESSUOLOGIA E LE SUE APPLICAZIONI.

 

a cura della dott.ssa Cinzia Mamelli

definizione della sessuologiaIn questo articolo vi accompagnerò passo passo alla conoscenza della sessuologia , di chi è il sessuologo,  del perché rivolgervi  a questo professionista  e di come funziona la sex therapy.

Iniziamo.

La Definizione della Sessuologia

La sessuologia è una disciplina che mette al centro del suo interesse il comportamento sessuale, normale e/o patologico, e si occupa di studiarne le manifestazioni  in relazione anche al contesto sociale dell’individuo.

Di sessualità, procreazione, contraccezione se ne parla dalla notte dei tempi. Naturalmente in modo scientifico in tempi relativamente recenti,  ma è solo con la rivoluzione industriale e la possibilità tramite strumenti, quali il microscopio, di avere informazioni corrette sul funzionamento del corpo umano e si inizia a conoscere la base biologica della risposta sessuale.

E’ a partire dal rinascimento che la sessuologia assume connotati più scientifici; Falloppio nel  ‘500 scopri  le tube ovariche, che da lui presero il nome e inventò i profilattici, come rimedio per la sifilide.  Nel ‘600 dopo l’invenzione del microscopio si videro ovuli e spermatozoi  e così si dimostrò  la fecondazione.

Nell’800 a far da padrone vi fu il puritanesimo con una repressione del comportamento sessuale visto come distraente rispetto al valore del  lavoro.

A fine ‘800 due autori H.Kaan e R. Von Kraft-Ebing classificarono i comportamenti sessuali e trattarono anche delle aberrazioni sessuali  (masochismo, masturbazione, pederastia).

Fu Freud nel ‘900 a ridare dignità all’energia sessuale vista come motore della vita.

A coniare per la prima volta il termine “sessuologia” fu nel 1907 il dermatologo  I. Bloch, che la definì come una disciplina composita nata dall’incontro tra anatomia, antropologia, psicologia e sociologia. Rivedremo più avanti la rilevanza di questo contributo.

Nel 1919 è fondato il primo Istituto di Sessuologia e  nel 1921 a Berlino vi è il primo congresso mondiale di sessuologia.

La moderna sessuologia si fa risalire al dr. Alfred Kinsey che, notando i pochi studi sull’argomento, svolti per altro su un campione molto ridotto, ideò un questionario sulle abitudini sessuali dei maschi bianchi americani. Nel 1948 fu pubblicato il famoso “ rapporto Kinsey” e nel  1953 il corrispondente studio, ma basato  sulla popolazione femminile.

I due “rapporti Kinsey” sfatarono scientificamente molti tabù ed evidenziarono che la sessualità vissuta era molto più articolata, variegata e problematica di quella che al tempo si pensasse.

Ad esempio emerse che la sessualità veniva praticata non solo a scopo procreativo, che la masturbazione era pratica regolare, non solo fra gli uomini ( 90%) ma anche tra le donne 60% e si iniziò a trattare apertamente del tema dell’omosessualità.

La sessuologia, oggi come allora, si occupa del comportamento sessuale degli individui, si occupa di studiarlo fornendo dati aggiornati e scientificamente fondati, di fornire corrette informazioni e di aiutare le persone a realizzarsi come individui sessuati.

Dal rapporto Kinsey in poi la conoscenza della sessualità non è più fine a se stessa o volta a imbavagliarla entro forme culturalmente consentite, ma al contrario, diviene modo per realizzare pienamente l’identità individuale.

Autori come Master & Jhonson ( 1966) e Kaplan ( 1970, 1974) si sono occupati non solo di spiegare la risposta sessuale, ma anche di offrire tecniche e modalità per superare le difficoltà. Le loro teorie sono ancora alla base delle attuali terapie sessuologiche.

 

Di cosa si occupa il Sessuologo

 

Vediamo ora chi è il sessuologo

 

Il sessuologo, medico o psicologo, è un professioni sta che si occupa della salute sessuale dell’individuo.

Come abbiamo visto precedentemente nella definizione di Sessuologia di Bloch, il sessuologo per poter svolgere il proprio compito deve sapere di anatomia, psicologia e sociologia. Il comportamento  sessuale  è la manifestazione di un corpo mente e cultura, è una risposta complessa,  è la metafora del nostro vivere, di come viviamo la vita. Un buon funzionamento sessuale, individuale e di coppia, è indice di un buon stato di salute, fisico, psicologico, relazionale.

Infatti, magari non tutti sanno che un deficit erettile può essere indicatore di disturbi cardiocircolatori, oppure che per avere una sessualità soddisfacente bisogna avere abilità psicologiche come il lasciarsi andare, la curiosità e la voglia di scoprire e di stare in ascolto di sé e dell’altro. Ecco perché una sessualità insoddisfacente non significa “non avere tecnica” ma, una volta esclusi problemi organici, vuol dire non essere nelle condizioni psico-emotive corrette, significa lavorare su di sé e/o  sulla coppia per rimuovere gli ostacoli che non permettono di accedere ad una buona sessualità che possono far riferimenti a tabù, credenze erronee, difficoltà di comunicazione con il partner, stress e molto altro.

Recentemente l’OMS nel suo documento circa gli standard  per l’educazione sessuale in Europa definisce la salute sessuale come “ uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale relativo alla sessualità che non consiste nella semplice assenza di malattie o disfunzionalità”. Con questa definizione l’OMS definisce la salute sessuale come un bene fondamentale dell’individuo, proprio come la salute in generale, e ne promuove i programmi sin dalla prima infanzia. La sessualità ci accompagna dalla nascita fino alla morte, non è legata , come erroneamente si crede, solo alla fase procreativa e non è connessa solo all’aspetto genitale. La sessualità è Bene della persona che si può vivere, anche in coppia, all’interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di se e degli altri.

La sessuologia come disciplina non si occupa solo delle disfunzioni sessuali ma anche  di fornire una corretta informazione, che sia scientificamente fondata, di intervenire mediante programmi di prevenzione ed informazione sui fattori che favoriscono il benessere sessuale.

Vediamo per esempio una domanda che mi viene spesso fatta dai genitori “mio figlio di 4 anni si tocca, sembra che si masturbi, cosa vuol dire, come aiutarlo a smettere?

Come psicologa-sessuologa  mi occupo spesso di fornire le corrette informazioni circa certi comportamenti, che se non letti correttamente potrebbero essere mal interpretati portando a soluzioni inefficaci.

Infatti, l’autoerotismo che compare nei bambini di 3/4 anni è ancora oggi percepito come un tabù. In realtà ha una funzione molto importante.

Ad esempio il bambino piccolo scopre il proprio schema corporeo attraverso il tocco del proprio corpo, comprende i confini tra sé e l’altro, tra ciò che è rispettoso di sé e ciò che non lo è attraverso la giusta distanza con l’altro. I bambini hanno una sessualità già al momento della nascita. Provano piacere al contatto, si esplorano e sono incuriositi dall’altro. Il significato che ne danno è diverso, non è collegato al piacere orgasmico.

La masturbazione infantile, non ha nulla a che vedere con la masturbazione adulta, rappresenta spesso un comportamento consolatorio e antistress, ma l’errata concezione da parte degli adulti che vivono tale comportamento in modo erotizzato crea tensione nella relazione adulto-bambino, che subisce pressioni affinché interrompa tale comportamento non riuscendo ad offrire al contempo un comportamento alternativo al bisogno espresso con il comportamento masturbatorio.

Riprendendo la domanda dei genitori preoccupati, spiegherei  cos’è l’autoerotismo infantile, la sua funzione antistress e riempitiva di uno stato di noia, inviterei  i genitori ad osservare quando avviene,  a scoprirne il significato ed ad insegnare al bambino comportamenti diversi per raggiungere il suo obiettivo.

Ad esempio,  se il bambino si annoia quando i genitori preparano la cena e non gli dedicano attenzione e con la masturbazione ha imparato a passare il tempo o ad attirare l’attenzione perché lo sgridano,  suggerirei  ai genitori di occupare il tempo del figlio in modo utile, di coinvolgerlo maggiormente. La masturbazione così sparirà.

Se nel mondo animale la sessualità ha solo una funzione riproduttiva, nell’essere umano ha ancora una funzione riproduttiva ma anche ludica e relazionale, è un modo per entrare in contatto con se stessi e con gli altri, è un elemento di espressione della propria personalità.

La sessualità come detto è presente dalla nascita fino alla morte ed in tutte le condizioni di vita, handicap mentale e disabilità fisica.

 

Facendo riferimento alla definizione dell’OMS di salute sessuale, il sessuologo si occupa di:

 

  • Favorire conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento soprattutto per ciò che riguarda la sessualità.
  • Favorire nelle persone la capacità di fare scelte consapevoli verso se stesse ed il partner.
  • Favorire la capacità dell’individuo di esprimere sentimenti e bisogni, di vivere con piacevolezza la sessualità e l’intimità come scelta libera e consapevole.
  • Favorire la capacità di porsi adeguatamente in relazione all’altro, per quanto riguarda sentimenti, affetti e intimità sessuale.
  • Favorire una corretta conoscenza nella popolazione mediante programmi di psico-educazione.

Per quanto riguarda le disfunzioni  il sessuologo si occupa di intervenire su tutte quegli aspetti della risposta sessuale che creano sofferenza all’individuo o alla coppia.

 

Di seguito una breve descrizione degli ambiti di competenza sessuologica

 

– Disturbi del desiderio maschile e femminile:

 

Vi è un assenza nel desiderio di coinvolgersi in attività sessuali; può essere in relazione a tutte le forme di espressione sessuale, bacio, masturbazione, tocco, o specifico, per esempio, non desiderio di rapporto completo ma si per la masturbazione.

È un disturbo che, nella mia esperienza professionale, crea molto disagio, soprattutto a livello di coppia, i partner si sentono rifiutati e alimenta la chiusura.

Il disturbo del desiderio è l’espressione spesso di altre problematiche come  difficoltà di coppia, stile di vita stressante,  stimolazione sessuale non adeguata,  problematiche mediche, aspettative errate sula sessualità.

Appare quindi importante rivolgersi ad uno specialista per intervenire al meglio su questa problematica.

 

Disturbi dell’orgasmo maschile e femminile.

 

Si caratterizzano per una persistente, assenza o ritardo, nel conseguimento dell’orgasmo a seguito di una normale fase di eccitazione sessuale.

Farmaci e malattie possono interferire con l’espressione orgasmica. È importante, quindi, prima escludere patologie fisiche prima di lavorare sulla componente psicologica ed emotiva.

 

Eiaculazione precoce.

 

E’ presente nel  30% della popolazione maschile, è spesso di natura psicologica ed è associata ad uno stile ansioso di personalità. È fondamentale lavorare non solo con prescrizioni mansionali ma anche aiutare il paziente a modificare il suo stile di pensiero. Non intervenire sul disturbo conduce ad un inibizione dell’attività sessuale.

 

– Vaginismo/dispareunia.

 

Con questi termini si fa riferimento a disturbi sessuali caratterizzati da dolore che la donna prova nel rapporto. In questi casi è fondamentale un intervento integrato medico-psicologico per intervenire sia sulla componente organica che su quella psicologico-emotiva che accompagna e, talora nel caso del vaginismo, mantiene il disturbo.

 

– Difficoltà relazionali e di coppia.

 

La sessualità è una componente importante del benessere di coppia.  L’associazione degli avvocati matrimonialisti in una sua indagine ha evidenziato che 3 matrimoni su 10 finiscono proprio per insoddisfazione sessuale che conduce ai cosiddetti “matrimoni bianchi” o al tradimento.  E’ quindi evidente come sia importante rivolgersi ad un professionista qualificato per intervenire su questo aspetto.

 

– Difficoltà legate al comportamento sessuale nelle diverse fasi del ciclo di vita (adolescenza, menopausa, terza età).

 

La sessualità cambia ed evolve nel tempo. Rivolgersi ad un professionista  permette di vivere al meglio la sessualità in ogni fase di vita. Ad esempio molte coppie faticano a ritrovare una sintonia sessuale dopo la nascita di un figlio. Oppure la menopausa e l’andropausa  richiedono un modo diverso di relazionarsi rispetto all’età giovanile.

 

– Disagi emotivi legate all’identità di genere o all’orientamento sessuale.

 

Il sessuologo, quindi è uno specialista specificatamente preparato che si occupa di  accompagnare la persona/ coppia nello sviluppare il proprio benessere sessuale per tutto l’arco di vita, lavora in sintonia con i valori dell’individuo e/o del partner favorendo l’espressione di una sana vita sessuale.

 

Quando è opportuno rivolgersi al sessuologo?

 

Innanzitutto il sessuologo è un professionista della salute e del benessere, se per gli aspetti biologici inerenti alla sessualità, funzionamento degli apparati, ci si rivolge al ginecologo o all’andrologo, quindi a figure prettamente mediche, per quanto riguarda gli aspetti emotivi, relazionali, psicologici può essere indicato rivolgersi ad un sessuologo con formazione psicologica, che inquadrerà la problematica sessuologica nel contesto più generale del funzionamento psico-emotivo della persona. Se poi vi è una problematica di coppia, un sessuologo con specifica competenza nel trattamento delle coppie sarà il più indicato.

 

Ci si rivolge al sessuologo se la persona o la coppia percepiscono  una non soddisfazione nella sessualità.

 

Sembra semplice….ma non lo è.

Infatti  che cos’è la sessualità?

Molti di voi risponderanno “un impulso”, “un comportamento”, “ una cosa naturale” “ fare sesso”  etc.

Dare una definizione di sessualità è complesso, la sessualità è un insieme di molti aspetti tra loro collegati.

All’interno del concetto di sessualità possiamo fare una distinzione tra atti sessuali (bacio, penetrazione, masturbazione etc), comportamenti sessuali (es. corteggiare una ragazza, essere seduttivi, guardare una pellicola pornografica ecc).

Oggi la sessualità, quindi, non ha più solo una funzione procreativa, anzi è proprio il contrario, si ha la maggior parte delle volte una sessualità senza finalità riproduttiva. Oggi addirittura molte coppie scelgono di non avere figli.

Ecco che nel corso della nostra evoluzione culturale la sessualità oltra alla funzione procreativa assolve una funzione comunicativa, ludica e ricreativa.

Se per problemi con la funzione procreativa ci si rivolge al medico specialistico, per risolvere problematiche nelle altre sfere della sessualità è utile rivolgersi al sessuologo.

Ci si rivolge a questo professionista quando non si trae piacere, non solo fisico, dalla sessualità, quando ci si sente bloccati, quando non ci senti in sintonia erotica con il partner.

Spesso si ha la credenza che amarsi e volersi bene porti ad una sessualità soddisfacente per entrambi. Non è così. Io posso amare profondamente il mio partner ma avere gusti profondamenti diversi da lui/lei, questo non mina l’amore ma implica un compromesso.

Nella sessualità vi è spesso la credenza che amarsi significhi essere anche in sintonia erotica. Ma non è così. Si possono avere gusti e preferenze diverse, si può vivere la sessualità in modo diverso anche per condizionamenti culturali e familiari, si può non avere voglia nello stesso momento, si può lasciare che stanchezze o incomprensioni turbino la sfera sessuale.

Quando vi è un insoddisfazione nel vivere la sfera della sessualità è bene rivolgersi ad un professionista specificatamente formato.

 

Ma quindi, vi chiederete, ci si rivolge solo se vi è un problema?

 

No. Come ogni professionista della salute, il sessuologo risponde a quesiti e interrogativi sul tema. Può, ad esempio, essere molto utile rivolgersi come genitori quando non si sa o si è discordi su come affrontare il tema della sessualità con i figli.

Oppure nelle scuole ci sono percorsi di educazione sessuale che possono essere svolti su richiesta anche da gruppi.

Vi è tutto il tema della formazione alla sessualità nella terza età e nella disabilità per care givers e operatori.

Per farvi comprendere l’importanza del lavorare sulla sessualità per incrementare la salute ed il benessere sessuale percepito dalle persone vi offro alcuni dati forniti dal Censis provenienti da un indagine del 2000 sul comportamento sessuali degli italiani:

  • l’età del primo rapporto sessuale è in media 17 anni, e il 62% dei giovani ha dichiarato di avere preoccupazioni riguardo alle proprie prestazioni sessuali.
  • Le coppie sposate hanno una media di 2 rapporti settimanali ma ad allontanare i coniugi dal piacere sessuale è la loro “gerarchia del piacere sessuale”; per le donne sposate da oltre 5 anni si constata una vera e propria caduta di interesse per i giochi sessuali (dal 36,8% a 2 anni di matrimonio all’8,6% oltre i 20 anni di matrimonio) ed una corrispondente crescita significativa, nella gerarchia delle preferenze rispetto alle fasi del rapporto sessuale del periodo successivo all’orgasmo, mentre  le donne sposate da 6 a 10 anni mostrano un’attenzione particolare all’orgasmo. Per gli uomini, invece, l’orgasmo è il momento più bello nella fase iniziale del matrimonio e dopo oltre 20 anni di matrimonio, mentre dai 6 anni ai 20 anni di convivenza il momento più bello diventano giochi sessuali e preliminari.
  • Per il 92,1% degli intervistati le disfunzioni sessuali rappresentano un problema serio che deve essere affrontato all’interno della coppia. Il 42,6% degli uomini e il 39,7% delle donne lamentano un qualche tipo di problema sessuologico.

Per quanto riguarda gli uomini l’eiaculazione precoce rappresenta il disturbo sicuramente più frequente: riguarda ben il 56,9 e il 65% dei più giovani;  addirittura il 72% nella fascia d’età            31-40 anni. Le disfunzioni erettive nelle loro diverse manifestazioni, invece, sono più frequenti nel gruppo dei soggetti fra i 51 e i 60 anni.

  • Per quanto riguarda coloro che si sono trovati ad affrontare problemi sessuali troviamo che la causa più frequentemente individuata all’origine di tali problemi è la stanchezza; un ulteriore 35,9% indica il nervosismo come un altro fattore determinante.

L’ammissione di cause più specifiche, come problemi di natura psicologica (dichiarati dal 21,8% del campione), problemi nel rapporto di coppia (per il 14%) e problemi fisici legati all’età (indicati da oltre il 17% dei rispondenti, che arriva al 19,5% fra gli uomini) riguarda, comunque, quote consistenti degli intervistati.

  • Ricerche più recenti mostrano come i comportamenti e la soddisfazione sessuale sia decrementata negli ultimi 15 anni. I 40 anni rappresentano una soglia critica, dopo questa età il numero dei rapporti decresce fortemente rispetto alla media citata di due rapporti alla settimana, per assestarsi a meno di 4 rapporti al mese.

I fattori cruciale ad influire sulla qualità della sessualità è il calo del desiderio di uno dei partner, eiaculazione precoce e deficit erettili, disfunzioni che difficilmente hanno una causa organica ma che sono correlate ad uno scorretto stile di vita e difficoltà relazionali nella coppia.

Le statistiche ci mostrano come la sessualità non abbia un andamento lineare, spontaneo e naturale per ogni individuo e come essa possa generare una serie di problematiche.

 

Cosa succede quando la sessualità “non funziona”?

 

  • Si perde una possibilità di piacere. Immaginiamo una donna o un uomo che non riescano a provare l’orgasmo.
  • Frustrazione, senso di inadeguatezza e depressione.
  • Ansia e insicurezza del proprio valore come persona.
  • Problematiche di coppia, pensiamo ad una coppia che seppur innamorata ha difficolta sessuali. Gli scenari possibili possono essere tensione, finanche alla separazione, o blocco della sessualità per non ferirsi reciprocamente.

Alla domanda quindi perché rivolgersi al sessuologo, io rispondo perché no?

Perché privarsi della possibilità di riappropriarsi della propria salute sessuale, del proprio piacere, della sintonia con sé e con il partner?.

SEX THERAPY

 

sessuologia a chiariLa terapia sessuologica si differenzia dall’intervento psicoterapico classico, perché è un intervento breve, focalizzato su un problema specifico.

È mansionale perché dopo aver fatto con l’individuo o la coppia un analisi del problema si propongono una serie di attività da svolgere al proprio domicilio, i cui risultati verranno discussi nell’incontro successivo.

E’ importante sapere, quindi, che “bisogna lavorare”, non è solo una terapia di dialogo, devono essere fatti dei compiti quindi richiede impegno e costanza, nulla di trascendentale però…….

Riuscire a ritagliarsi del tempo per svolgere questi compiti significa rimettere al centro del nostro pensiero la sessualità, la relazione ed il rapporto con noi stessi. Un giardino perché cresca rigoglioso va coltivato con amore e costanza.

 

 

LA MIA  SEX THERAPY.

 

Dopo averti  accompagnato nel comprendere cos’è la sessuologia e perché è utile andare dal sessuologo, ora ti spiegherò come rispondo ad una richiesta di tipo sessuologico.

Innanzitutto ti chiedo di spogliarti di quel senso di vergogna che accompagna tutti noi  quando parliamo di sesso….per aiutarti ho bisogno di sapere tutto della difficoltà. E’ importante non essere timido o reticenti,  non giudico né mi imbarazzo. Come dico sempre “ è come se dovessi essere una moschina nella stanza che guarda cosa succede”.

Questo lo dico soprattutto a voi maschietti…..così imbarazzati a raccontare che più volte mi chiedete            “posso esprimermi liberamente?”.

Certo.  Se non comprendo il problema non posso aiutarvi.

Quindi prima fase…..libertà di espressione!

 

Seconda fase- ANALISI DELLA RICHIESTA.

 

In questa fase che può durare da 1 a 5 incontri, il mio obiettivo è capire la natura della richiesta, il tipo di problema portato e la risposta necessaria. Talora tutto si risolve in questi pochi incontri, magari bastano delle corrette informazioni per orientare il cliente, altre volte invece  capisco che è necessario impostare una vera e propria terapia sessuologica.

Molte persone che si rivolgono a me sperano o ritengono che l’intervento si concluda con una ricetta, ad esempio ad una richiesta del tipo “ dr.ssa quando so che uscirò con una ragazza sono così agitato che poi non combino niente, mi dice come fare?”. Ecco la ricetta non c’è.

In questa fase di analisi della richiesta io faccio un anamnesi, come il medico. Cerco di capire il più possibile della persona  rispetto al modello dei 5 cerchi.

Biologico: se ci sono problemi organici riscontrati che alimentano il problema. Allora si farà un lavoro integrato con il medico.

Intrapsichico: se ci sono blocchi o resistenze rispetto all’area della sessualità.

Di coppia: se il cliente è in coppia si cerca di capire come la coppia funziona, se la partner/il partner sono alleati nella risoluzione del problema  o meno. Se la persona non ha una relazione al momento della consulenza, allora indagherò come ha vissuto  le precedenti relazioni. Ad es. se nel caso di persone di sesso maschile è molto presente l’idea di dare piacere alla compagna più che a se stessi, questo porterà ad ansia da prestazione ed eiaculazione precoce.

Familiare: è un area importante da indagare perché se nel contesto familiare la sessualità è stata trasmessa come un tabù o come un dovere si perderà la funzione ludico-ricreativa, così importante per vivere una sessualità gioiosa e libera, resistente all’usura del tempo.

Sociale/culturale: è sempre importante lavorare con i valori della cultura di riferimento del cliente. Questo è importante quando si lavora con persone straniere che possono vivere la sessualità in modo diverso.

 

Terza fase –TERAPIA SESUALE INTEGRATA.

 

Una volta raccolte le informazioni secondo il modello dei 5 cerchi, potrò dare una risposta breve di tipo consulenziale, es “come gestire la masturbazione di mio figlio piccolo” non richiede una sex therapy ma una consulenza sessuologica di uno o due incontri, mentre la risposta a problematiche più complesse come l’eiaculazione precoce, difficoltà di coppia o l’assenza di desiderio necessitano di una vera e propria sex therapy.

Io utilizzo la terapia sessuale integrata che consiste sia di un intervento prettamente mansionale/comportamentale sia di un analisi degli aspetti cognitivi e relazionali che mantengono il problema.

Ecco come lavoro sui tre aspetti.

ASPETTO COGNITIVO.

Aiuto la persona a capire quali sono le credenze disfunzionali, i pensieri che sabotano il raggiungimento del suo piacere. Ad es, pensieri sabotanti sono:  “ se perdo l’erezione non la riavrò più, dobbiamo raggiungere l’orgasmo insieme, non sono abbastanza attraente….”

 

ASPETTO COMPORTAMENTALE.

Sono “ i compiti a casa” che vengono dati dal terapeuta per rompere i meccanismi che mantengono il problema. Vengono dati per scoprire nuovi modi di stare in relazione con se stessi e con il partner. È la parte esperienziale del percorso, non è solo fare ma anche imparare a sentire emozionalmente in modo diverso con se stessi e con il partner, ci si riscopre, andando oltre un passato fatto spesso di sofferenza e dolore.

Perché non nascondiamoci dietro un dito, una sessualità non soddisfacente, e ognuno, individuo e coppia,  decide cosa è soddisfacente per sé,  non contribuisce certamente ad avere una buona qualità di vita.

 

ASPETTO RELAZIONALE.

In questa fase cerco di evidenziare se ci sono conflitti nella coppia, oppure visioni diverse circa la sessualità, perché se banalmente all’interno della coppia un individuo vuole varietà e l’altro invece ama solo una modalità, c’è un problema e la coppia probabilmente sarà in disarmonia.

Si lavora molto sull’esprimere autenticità, sul sapere comunicare e sul mediare.

La sessualità può essere sintomo di difficoltà più estese nella coppia. In quel caso si accompagna anche un lavoro di coppia.

Visto la ricchezza dei temi che si affrontano in terapia sessuologica, vi chiederete quanto dura una terapia?

 

Dipende da molti fattori.

Può essere breve con 10/12 incontri se la coppia o l’individuo giungono dal sessuologo all’inizio delle loro problematiche, se la motivazione è buona ed il problema è focalizzato.

Se però, l’individuo o la coppia, arrivano in terapia dopo anni di problema vissuto, con paure e ansie importanti e con ambivalenza nel trattamento, allora ci vuole più tempo.

Ad esempio, se una coppia arriva dopo  15 anni di problemi sessuologici, con rabbia e problemi di comunicazione e viene sulla spinta dell’esasperazione, ci vorrà sicuramente più tempo, bisognerà lavorare a cipolla, prima sulle problematiche di coppia e poi sulla sessualità. Chi vorrebbe andare a letto con il proprio nemico?

Se, invece, una coppia viene all’inizio delle proprie difficoltà, esempio all’arrivo di un figlio la sessualità spesso è dimenticata o non è più possibile come prima, per tempi ed esigenze diverse, allora l’intervento è breve.

Oppure la sessualità post infarto porta ad avere credenze ed aspettative limitanti, anche questo è un intervento breve.

La cadenza degli incontri può essere settimanale o quindicinale, dipenderà dal tempo necessario per permettere al cliente di eseguire e prescrizioni mansionali a casa.

Ogni incontro sarà caratterizzato da una fase inziale in cui si ricapitolerà quanto detto in precedenza, una fase centrale in cui si discuterà il tema dell’incontro ed una fase conclusiva con le prescrizione per la volta successiva.

L’obiettivo della terapia sessuologica non è quello che si crede solo l’eliminazione del problema, ma raggiungere una conoscenza degli elementi che hanno originato e che mantengono la problematica per lavorare su di essi e ottenere la risoluzione del sintomo.

Voglio sottolineare un aspetto per me fondamentale, nel mio lavoro non aiuto le persone a raggiungere un ideale standard di sessualità, ma aiuto le persone a definire e a legittimarsi la sessualità che è in linea con i propri valori e credenze, con il proprio modo di essere, armonizzo il comportamento sessuale con il modo di funzionare generale dell’individuo o della coppia.

Nulla è più nocivo per la sessualità che cercare di aderire a rigidi standard o aspettative. La sessualità è la più autentica forma di espressione personale che ci sia. La coppia armonica sessualmente non è la coppia    “perfetta” ma la coppia che sa dialogare autenticamente mediante il proprio erotismo.

 

LA MIA FORMAZIONE.

 

Ad oggi non vi è un percorso specifico per sessuologi, non è un percorso normato a livello legislativo, ma è a discrezione del professionista.

Per garantire a me ed al cliente uno standard elevato di formazione e aggiornamento scientifico ho deciso di specializzarmi presso A.I.S.P.A   che afferisce alla F.I.S.S.  la Federazione Italiana Sessuologia Scientifica.    I miei riferimenti formativi sono stati quindi Willi Pasini, Roberto Bernorio, Chiara Simonelli e Adele Fabrizi.

La mia formazione è continua, dopo un percorso quadriennale presso A.I.S.P.A sono in continuo aggiornamento mediante convegni  organizzati  dalla federazione stessa.

Sono inoltre psicoterapeuta cognitivo comportamentale con esperienza specifica nel lavoro con le coppie e questo mi permette di fare un lavoro integrato a garanzia del cliente.

Articolo redatto dalla Dott.ssa Cinzia Mamelli, sessuologa presso la sede di Chiari.

Chi fosse interessato ad approfondire le tematiche relative alla sessualità può prenotare un primo colloquio gratuito presso la sede di Chiari in provincia di brescia telefonando allo 030.52.36.107 o mandando una mail all’indirizzo info@centroclinicoclarense.it.

Guarda i video della dott. Mamelli relaviti alla sessuologia