Il Centro Clinico Clarense si occupa di terapia di coppia seguendo un approccio sistemico relazionale. La terapia di coppia prevede un percorso di natura psicoterapica il cui fine è quello di aiutare i partner  a trovare nuove modalità relazionali che consentano loro di affrontare in maniera funzionale una determinata situazione di crisi. E’ consigliata a coloro che si trovano a vivere problematiche che riguardano le diverse fasi della vita di una coppia e che sembrano continuare nonostante i tentativi messi in atto spontaneamente per risolverle, causando malessere e disagio profondo. La crisi può essere scatenata da numerose cause tra le quali: 

  • problemi di comunicazione in seguito a cambiamenti personali ( crescita professionale, impegni extra-familiari, nascita di nuovi interessi…) di uno dei due partner con la conseguenza che tali comportamenti provocano una fatica a riconoscersi nel vecchio ruolo ricoperto all’interno della coppia
  • un tradimento che porta la coppia a interrogarsi sulla possibilità di continuare la relazione per capire come potrebbe essere possibile concedere nuovamente fiducia o riguadagnarsi la fiducia dopo quanto avvenuto
  • situazioni in cui uno dei due partner si sente tradito a causa del troppo tempo concesso al lavoro o con la famiglia di origine, innescando un conflitto di lealtà fra il partner e l’oggetto che cattura intensamente il  tempo e le energie dell’altro partner
  • situazioni in cui le coppie si trovano ad affrontare gravi traumi o problemi: diagnosi di una malattia, perdita di un figlio o nascita di un figlio disabile
  • presenza di comportamenti problematici in uno dei due partner: attacchi di panico e disturbi di ansia, spesso associati ad un malessere che si vive all’interno della coppia, depressione o problemi di dipendenza (da sostanza, da gioco, da internet)
  • difficoltà a trovare una strategia comune nell’educazione dei figli
  • la fase del ciclo di vita familiare definita del “nido vuoto” che, a seguito della partenza dei figli, può portare all’emergere di difficoltà nel “ritrovarsi” nella coppia coniugale

L’intervento ha l’obiettivo di indagare le ragioni relazionali della crisi, di mobilizzare le risorse accantonate dai partner e di sperimentare alternative, sviluppando capacità che si sono bloccate.

In quest’ottica, la storia personale e della famiglia di origine di ciascuno dei partner permette di creare una cornice di senso attorno alle difficoltà sia della coppia che del singolo. E’ in questo modo possibile proporre e incentivare dei sistemi di comunicazione più funzionali rispetto a quelli precedentemente adottati dalla coppia e che consentano di sperimentare un rapporto affettivo equilibrato e non conflittuale.

Come si svolge la terapia di coppia

Dopo il primo colloquio iniziale di conoscenza, il lavoro prevede una fase di consultazione ( 4-5 colloqui) per arrivare ad una maggiore comprensione del funzionamento individuale e di coppia e per chiarire i motivi che hanno condotto alla crisi e alle responsabilità di ognuno nel mantenere il disagio all’interno della coppia.

La consultazione permette di mettere in luce i punti su cui è necessario concentrarsi e lavorare affinché si possa andare verso l’idea di un maggior benessere di coppia attraverso la mobilitazione delle risorse individuali spesso accantonate a causa della crisi stessa e verificare la motivazione di ogni partner ad investire nuovamente nella relazione.

La consultazione permette inoltre di mettere in luce il patto di coppia implicito, ovvero i bisogni  personali insoddisfatti che inconsciamente si pensa possano essere soddisfatti dal partner.

Durante la consultazione verranno alla luce gli elementi che permetteranno ai partner di comprendere come tale patto originario debba essere modificato al fine di poter andare nella direzione  di un nuovo patto, più realistico e maggiormente rispondente alla fase di vita attuale che la coppia sta vivendo.

Al termine della consultazione verranno proposti alla coppia gli obiettivi su cui è necessario lavorare e, nel caso in cui la coppia accetterà di proseguire, comincerà la terapia vera e propria che avrà cadenza mensile.

Il lavoro con la coppia prevede la presenza di due terapeuti presenti nella stanza secondo la modalità di lavoro della prospettiva sistemico relazionale.

Che cos’è una coppia sana?

terapia di coppiaLa coppia “sana” è una coppia che riesce a funzionare e a star bene anche di fronte alla crisi. 

Tuttavia, prima di affrontare questo tema, è opportuno chiarire cosa sia una coppia. La coppia può essere descritta come un legame affettivo tra due persone che condividono un progetto esistenziale, presumibilmente di lunga durata.

A partire da tale definizione, possiamo descrivere la coppia “sana” attraverso quattro aspetti, utili a favorire un buon funzionamento di fronte alle possibili circostanze che possono verificarsi durante il ciclo di vita della coppia stessa.

Il primo aspetto è dato dal fatto che i partner possano condividere la percezione di un equilibrio nella gestione del potere che possa soddisfare entrambi. E’ molto importante che i membri della coppia condividano questa percezione, in caso contrario, infatti, potrebbe innescarsi una lotta di potere: lo spazio della coppia è governato da  dinamiche relazionali messe in atto da ciascun partner per cercare di imporre all’altro le proprie idee e le proprie decisioni in diverse aree (soldi, educazione dei figli, rapporti con le famiglie d’origine, vita sociale, sesso, ecc.).

Il secondo aspetto riguarda il tema della diversità e, più specificamente, l’accettare che l’altro possa essere portatore di una verità che non necessariamente corrisponde alla propria. Quindi, non è funzionale stabilire “chi ha torto e chi ha ragione”  ma piuttosto acquisire la consapevolezza che alle “ragioni” di ognuno sottende l’unicità di ciascun partner.

Il terzo aspetto riguarda il tema della dipendenza ed in particolare il fatto di poter preservare la propria soggettività all’interno di uno spazio di coppia: se nelle relazioni caratterizzate da dipendenza affettiva l’altro viene vissuto come prosecuzione del sé, nelle coppie “sane” l’altro viene vissuto come diverso da sé, una persona a cui si è intimamente legati. 

Questo atteggiamento permette di preservare la propria soggettività; la sua assenza infatti, in situazioni estreme, può portare la relazione di coppia ad assumere la forma di un “legame che stringe”: la relazione affettiva viene esperita come una condizione unica, indispensabile e necessaria per la propria esistenza e il partner assume una importanza tale da annullare se stessi.

Il quarto aspetto riguarda l’importanza di preservare degli spazi di autonomia personale. Questo aspetto è molto importante per la crescita sia della coppia che di ciascun partner ed implica il poter esperire dei momenti di distanza in cui ciascuno può coltivare interessi e relazioni indipendentemente dall’altro.

A  proposito di coppie “sane”, Kahlil Gibran ( Il Profeta) scrive: 

“…Vi siano però spazi nella vostra unione,
Così che i venti celesti possano danzare tra di voi.
Amatevi l’un l’altro, ma non rendete schiavitù l’amore:
Sia piuttosto un mare che si muove tra le rive delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe ma non bevete da una coppa soltanto.
Donatevi l’un l’altro il vostro pane ma non mangiate da un medesimo boccone.
Cantate e danzate insieme e siate lieti, ma che ognuno di voi sia solo,
Come le corde del liuto sono sole sebbene vibrino della medesima musica.
Donatevi il cuore, senza però affidarvelo l’un l’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.
E restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini:
Le colonne del tempio s’ergono separate tra loro,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro.”

 

Perché una coppia va in crisi?

Solitamente al termine crisi viene attribuita  un’accezione negativa, sebbene il suo significato etimologico rimanda a termini quali scelta, decisione. L’ideogramma cinese per ‘crisi’ è composto dai segni che rappresentano i termini “problema” e “opportunità”. Pertanto la crisi rappresenta sicuramente un momento difficile, duro, spiacevole ma  non totalmente negativo: è un momento di transizione ed un’opportunità di crescita.

Si parla di crisi di coppia quando i membri della coppia vivono un disagio relazionale che dura nel tempo: i loro tentativi di risolvere la crisi non hanno prodotto alcun esito positivo e attorno alla loro “idea” di crisi si sono strutturate delle dinamiche relazionali poco funzionali al benessere della coppia.

Alcune coppie strutturano delle dinamiche relazionali che permettono di non riconoscere la crisi e decidono di vivere una relazione sempre meno piacevole senza prendere alcuna posizione se non di evitamento reciproco. Sono quelle coppie che riescono a gestire in maniera funzionale la vita familiare (casa, figli, rapporti con le famiglie d’origine, ecc.) ma il loro legame rimane caratterizzato da un eccessiva distanza emotiva che li porta ad essere poco intimi. La crisi può essere riconosciuta ed affrontata solo nel momento in cui uno dei due decide di uscire dalla coppia (solitamente perché stringe un altro legame in cui poter trovare intimità) rompendo le rigide dinamiche relazionali che si erano strutturate.
Altre coppie, invece, sperimentano facilmente il disagio e si dichiarano in crisi dai primi sintomi di sofferenza.

Sono numerose le situazioni che possono portare le coppie a riconoscere un momento di crisi: un’alta conflittualità, una relazione sbilanciata dal punto di vista della distribuzione del potere, l’eccessiva gelosia, cattivi rapporti con le famiglie d’origine, problemi sessuali, ecc.

Le coppie che arrivano a riconoscere la crisi cercano di trovare delle soluzioni alla crisi dapprima all’interno della coppia stessa; poi, se i loro tentativi di risoluzione falliscono si rivolgono all’esterno ricercando un esperto.

Solitamente, al momento di riconoscimento della crisi ognuno arriva con un proprio carico di sofferenza dovuto al fatto che i tentativi messi in atto per evitare il conflitto hanno favorito l’instaurarsi di un circolo vizioso che espone entrambi ad una continua sofferenza: sebbene i tentativi di evitare il conflitto vengano messi in atto con l’idea di risolvere la crisi, essi si svolgono e alimentano un terreno che prima o poi la coppia dovrà calpestare.
una delle più importanti conquiste per la coppia è proprio la capacità di affrontare i conflitti. La conflittualità se forte e prolungata nel tempo è certamente negativa per una serena vita di coppia è anche vero che l’assenza di conflittualità non è funzionale: attraverso il conflitto la coppia ha la possibilità  di confrontarsi e di arricchirsi attraverso la diversità e che caratterizza ciascun membro della coppia. Tuttavia, è vero che un conflitto è funzionale nel senso sopra descritto se i membri della coppia sono capaci di mantenere un alto grado di comunicazione.

Nei casi in cui la crisi porti a rivolgersi ad un esperto, la coppia, attraverso la psicoterapia, avrà la possibilità di ricostruire sia le dinamiche relazionali che caratterizzano il loro peculiare modo di stare insieme sia le dinamiche individuali che caratterizzano il modo in cui ciascuno affronta determinate situazioni.

Gli elementi che caratterizzano una crisi profonda e duratura  e ci dicono che una coppia sta male sono:

  • svalutazione, critica e negativismo costante nei confronti del partner
  • sofferenza individuale per via della forte conflittualità
  • silenzio: la coppia rinuncia al dialogo e al confronto
  • indifferenza, freddezza, la coppia sembra essere composta da due co-inquilini che dividono la stessa casa
  • perdita di interesse per la sessualità: manca l’intesa, la complicità e il desiderio
  • convinzione che il motivo della crisi sia per colpa dell’altro
  • tradimenti

Gli effetti di una crisi che dura  a lungo purtroppo si ripercuotono non solo nei partner, ma anche sui figli, i quali possono venire coinvolti nella conflittualità dei genitori e portati a schierarsi con uno di essi o nominati consolatori dei genitori.

Gli effetti si manifestano in svariate forme sintomatiche fra le quali: ansia, depressione, disturbi psicosomatici, disturbi della condotta, da dipendenza o disturbo alimentare

Quali sono i motivi più frequenti che portano le coppie a sperimentare una “crisi”?

Uno dei motivi molto frequenti è costituito da tutte quelle situazioni in cui nella coppia irrompono fortemente le modalità relazionali apprese nelle rispettive famiglie d’origine: lo spazio della coppia diventa il terreno per una battaglia che non lascia di certo spazio per un incontro.

E’ una coppia che  non fa altro che litigare su tutto quello che riguarda i figli, dall’educazione all’alimentazione all’abbigliamento.

In questo caso la coppia sembra faticare nel  dare vita ad uno spazio  in cui le modalità relazionali ed educative apprese nelle rispettive famiglie d’origine possano incontrarsi e, quindi, coesistere.

Altro motivo abbastanza frequente è una difficoltà a riconoscersi nella coppia. Capita, infatti, di incontrare delle persone che, sebbene stiano insieme da anni, a un certo punto della loro storia manifestino delle difficoltà a ritrovarsi, come se, nel tempo, si fossero perse di vista. Queste sono coppie che non sono riuscite a crescere insieme, cosi capita che, ad un certo punto della relazione, mentre uno dei partner rimane fermo, l’altro mette in moto un processo di cambiamento e di crescita tale da renderlo non più riconoscibile agli occhi del partner.

Queste situazioni hanno a che fare con il tema della ”reciprocità” e possono avvenire per esempio quando l’iniziale insicurezza e titubanza di uno dei partner si è trasformata in progettualità e autonomia, che stenta ad essere accettata dal partner il quale aveva sempre vissuto la veste di guida della coppia. Questa crescita se non è seguita da una presa di consapevolezza dell’altro circa il trovare un nuovo equilibrio, può portare colui che indossava la parte di guida a sentirsi spodestato dal suo ruolo col conseguente sensazione di inutilità per non essere più indispensabile come prima. Queste sono coppie rigidamente complementari: ognuno dei partner ricopre un ruolo caratterizzato da una rigidità tale da non concedere all’altro la possibilità di sperimentarsi in altre posizioni. Tuttavia, quando in questa posizione ci si comincia a star stretti, il cambiamento diventa inevitabile: è necessario allora ritrovarsi in nuovi modi di stare nella relazione di coppia che consentano ad ognuno di esprimere le diverse parti di se stesso. Infatti, se una moderata complementarietà consente alle coppie di suddividere le funzioni e sostenersi a vicenda, una complementarietà rigida priva gli individui del loro potenziale e rende la relazione inflessibile.

Altro motivo che può portare le coppie a sperimentare una crisi è costituito da tutte quelle situazioni in cui uno dei partner presenta una psicopatologia, come ad esempio un problema di dipendenza, oppure da quelle situazioni in cui si verificano gravi eventi esterni che provocano stress nella coppia come lutti, la perdita del lavoro o diagnosi di malattie. Sono queste situazioni che impongono dei cambiamenti degli assetti relazionale e una riorganizzazione della coppia: se uno dei due partner non riesce ad essere da supporto ciò può provocare una profonda rottura che porta alla crisi.

L’evento traumatico può diventare un occasione di crescita se consente alla coppia di prendere consapevolezza di questa dinamica e, a partire da questa, di sperimentarsi in ruoli che consentano ad entrambi un migliore adattamento ai diversi momenti della vita e alle diverse necessità.

La crisi può essere sperimentata anche di fronte al succedersi degli eventi che caratterizzano il naturale percorso della coppia. Infatti, tutte le coppie sono caratterizzate da una storia che inizia dal giorno in cui i due partner si sono “innamorati”. L’innamoramento è una fase che è vissuta in maniera diversa sia da ogni coppia che dai due partner all’interno della stessa coppia. Per tutte le coppie, tuttavia, questa rimane una fase della loro storia governata da emozioni molto intense, emozioni che generano la piacevole sensazione di vivere un “sogno”. 

Dopo un po’ di tempo, variabile per ogni coppia, succede che da questo sogno ci si risveglia per incontrarsi su un piano relazionale diverso, più vicino alla realtà, e che consente ai partner di conoscersi al di la dell’immagine “idealizzata” che ognuno si era costruito dell’altro.

Per cui, risvegliarsi dal sogno significa anche rinunciare all’idea che ognuno si era fatto dell’altro per poter elaborare un’immagine più vicina alla realtà; e poiché ogni rinuncia comporta dei sacrifici, questa è una fase della storia di coppia che può portare alla crisi:

  • Innanzi tutto ci si deve fare i conti con la rinuncia di quel sogno che ha portato a credere di avere vicino una persona “perfetta”, quella di cui avevamo bisogno
  • Dopo il sogno dell’innamoramento, l’eccessiva vicinanza deve lasciare spazio ad una giusta regolazione delle distanze, funzionale sia al benessere della copia che a quello dei due partner
  • Diventa inoltre necessario andare oltre la relazione a due per poter coltivare anche altri tipi di relazione, in primis, quelle con le rispettive famiglie di origine
  • Vivere e condividere la quotidianità cercando di trovare degli accordi su quello che si ritiene importante 

Questi sono alcuni aspetti che possono caratterizzare questa fase della storia di coppia e possono costituire un’occasione di confronto e conflitto dall’esito incerto. La flessibilità rimane sempre un aspetto molto importante in queste situazioni: infatti, una coppia poco flessibile può uscire dal conflitto e dal confronto senza aver trovato soluzioni perché ognuno si è irrigidito nelle proprie posizioni, d’altra parte una eccessiva flessibilità può portare ad evitare un vero e proprio confronto, un po’ come se i partner decidano di “ingoiare il rospo” accumulando, tuttavia, disagio e risentimento.

Come Contattarci

Il Centro Clinico Clarense è un valido punto di riferimento, nella provincia di Brescia e Bergamo, per il supporto psicologico e la psicoterapia per chi si trova a sperimentare un disagio nella relazione di coppia. Se vuoi approfondire questo tema puoi telefonare al numero 347.07.41.347 o mandare una mail a info@centroclinicoclarense.it per prenotare un primo colloquio gratuito.


Sintesi della Possibilità di Intervento

  1. coppie con problemi di comunicazione in seguito a cambiamenti personali di uno dei due partner
    • sensazione che tali comportamenti provochino una fatica a riconoscersi  nel vecchio ruolo ricoperto all’interno della coppia
  2. coppie in crisi a causa di un tradimento
    • ricucire la frattura causata dal tradimento e riguadagnare la fiducia nel partner
    • quando uno dei due partner tradisce l’altro con la propria attività lavorativa
    • quando uno dei due partner tradisce l’altro prestando più tempo ed energie alla propria famiglia di origine piuttosto che alla coppia
  3. coppie che si trovano ad affrontare gravi traumi o problemi
    • diagnosi di una malattia
    • perdita di un figlio
    • nascita di un figlio disabile
  4. coppie in cui uno dei due partner presenta comportamenti problematici
    • attacchi di panico e disturbi di ansia, spesso associati ad un malessere che si vive all’interno della coppia
    • depressione
    • problemi di dipendenza: da sostanza, da gioco, da internet