Terapia Familiare

La terapia familiare

a cura della dott.ssa Simonetta Lavra

TERAPIA FAMILIARE

La terapia familiare è un approccio psicoterapico il cui fine è quello di aiutare i membri della famiglia a prendere consapevolezza delle modalità relazionali che stanno alla base di un equilibrio del nucleo familiare poco funzionale al benessere della famiglia e dei suoi membri. E’ a partire da questa consapevolezza che diventa possibile trovare le risorse necessarie per far fronte alla “crisi”.

Questo approccio porta con se la visione di famiglia come “sistema”: ogni famiglia è un’entità complessa costituita da parti (i suoi membri) che interagiscono e si influenzano a vicenda. In questa ottica, il disagio manifestato da un singolo individuo acquista un nuovo senso se concepito come una parte essenziale della trama relazionale della famiglia.

Il fatto di considerare problematico il contesto in cui la persona, portatore del sintomo o disagio, vive non significa colpevolizzare i genitori o la famiglia; “il contesto” non è costituito da singole persone ma dall’intreccio delle relazioni tra loro.

Pertanto, il disturbo o il disagio che il paziente porta in terapia permette di far emergere quanto, in quel momento del ciclo di vita familiare, è disfunzionale a livello del “contesto” o “sistema” in cui vive: è un po’ come se quella persona porti il sintomo di una trama relazionale disfunzionale.

Nello specifico, il paziente, attraverso il disturbo, porta in terapia un disagio dovuto a dinamiche relazionali rigidamente strutturate oppure al peso di dover assumere un ruolo che la famiglia gli ha assegnato in maniera del tutto inconsapevole e involontaria. Il membro della famiglia portatore del disturbo, il “paziente designato”, costituisce una grande risorsa in quanto permette di innescare un cambiamento all’interno di una struttura familiare-relazionale disfunzionale al processo di crescita di tutti i suoi membri.
In una struttura familiare, cosi come quella sopra descritta, il cambiamento costituisce un processo né facile né indolore: può essere vissuto come una rottura che genera confusione e disorientamento in seguito al quale, tuttavia, la famiglia trova e riscopre le risorse necessarie ad una riorganizzazione maggiormente funzionale al benessere di tutti i suoi membri. Il processo di cambiamento accompagna tutto il ciclo di vita sia familiare che individuale portando allo sperimentare di situazioni di “crisi”; tuttavia, mentre alcune famiglie riescono ad affrontare queste situazioni mobilitando le proprie risorse, altre rimangono bloccate perpetuando dinamiche relazionali non più adatte al funzionale evolversi della famiglia stessa. Sono queste le famiglie che necessitano di un sostegno, di un esperto, esterno al sistema-famiglia, grazie ai quali possono riscoprire le risorse da poter mobilitare per superare la “crisi”.

In particolare, le indicazioni per la terapia familiare sono rappresentate da tutte le situazioni di “crisi” che possono essere sperimentate da famiglie in cui un figlio sta manifestando un comportamento problematico di cui egli stesso è più o meno consapevole e  che causano conflittualità elevata e forte tensione.

Le situazioni in cui la terapia familiare è indicata sono:

  • quando un figlio manifesta un comportamento problematico : uso di sostanze stupefacenti, dipendenza da internet-videogiochi, dipendenza da gioco in maniera tale da comprometterne la qualità della vita e che lo possono esporre ad ulteriori situazioni di rischio
  • quando un figlio manifesta un disturbo alimentare :anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata
  • quando un figlio sperimenta insuccessi scolastici: bocciature ripetute, difficoltà di concentrazione nello studio, disinvestimento scolastico senza reali difficoltà cognitive che possano giustificare tali comportamenti
  • quando un figlio presenta notevoli difficoltà a relazionarsi con l’esterno: isolamento, difficoltà a socializzare e scarsa rete di amici, rifugio nella realtà virtuale

L’approccio della terapia familiare si basa sulla collaborazione di tutta la famiglia (genitori e figli) in una consultazione finalizzata alla comprensione delle origini relazionali della sofferenza che si manifesta nel comportamento disturbato del figlio.

Modalità di lavoro

La terapia familiare prevede il lavoro in equipe formata da due terapeute.

La terapia è preceduta da una breve fase di consultazione necessaria per raccogliere informazioni utili per comprendere le origini relazionali della sofferenza, per impostare il successivo progetto terapeutico e verificare la motivazione dei familiari.

Terminata la consultazione, le sedute familiari hanno solitamente cadenza mensile e la terapia può proseguire secondo diverse modalità in sedute congiunte ( tutti i familiari insieme) o separate (genitore- figlio, solo figli, coppia genitoriale)

Perché fare una terapia familiare?

La terapia familiare è particolarmente indicata quando il disagio, sebbene possa riguardare anche solo un membro del nucleo (adulto, adolescente o bambino), si ripercuote in maniera diversa su tutta la famiglia mettendone in crisi il proprio equilibrio.

Il disagio manifestato sottende delle problematiche all’interno del nucleo familiare che possono esprimersi in diversi modi: sintomi psichici, sintomi comportamentali, sintomi somatici, conflittualità elevata. Di fronte a tale disagio molte famiglie sperimentano una fase di impasse che, con il tempo, le porta a rivolgersi ad un esperto esterno: attraverso la terapia familiare la famiglia coglie l’opportunità per apportare un cambiamento nella situazione in atto al fine di ritrovare benessere personale e familiare.

Solitamente, la scelta della terapia familiare matura nel tempo; infatti, di fronte alla fase di impasse sperimentata, spesso la famiglia struttura determinate dinamiche relazionali che anziché risolvere il disagio lo alimentano. Più in particolare, la terapia familiare è indicata in età infantile e adolescenziale in quanto comporta un lavoro che porta a mettere in gioco tutta la famiglia e a riflettere sulle dinamiche familiari che fino a quel momento, in modo del tutto inconsapevole, hanno portato al nascere e perpetuarsi del disagio nel tempo.

Riteniamo che un solo lavoro sul bambino e sull’adolescente non possa essere sufficiente in quanto un maggior benessere del figlio a fronte di uno stallo delle relazioni familiari, porterebbe a breve all’insorgere di un altro malessere e renderebbe vano e frustrante l’ impegno del figlio  all’interno della terapia. Infatti, nell’ottica della terapia familiare, la famiglia non è la somma degli individui che la costituiscono ma è un sistema interattivo aperto: come un comportamento di uno dei membri influenza quello di tutti gli altri e ne è influenzato, cosi il disagio manifestato ha origine ed è alimentato dalle dinamiche relazionali che si strutturano all’interno del sistema familiare stesso.

La presa in carico familiare porta con sé l’importante messaggio di de-pazientificare il soggetto sintomatico, togliendolo dal circolo vizioso per via del quale a causa del suo malessere sta appesantendo e creando problemi alla famiglia. Infatti, al disagio portato in terapia dal paziente sintomatico viene restituita una cornice di senso alla luce di diversi livelli di osservazione: la trama relazionale della famiglia, la sua storia evolutiva, le storie dei suoi componenti, le storie delle rispettive famiglie di origine e la fase del ciclo vitale che sta attraversando. Nel costruire una nuova cornice di senso, il terapeuta e la famiglia mettono in atto un processo che porta al necessario cambiamento: lo sperimentare nuove modalità comunicative e relazionali favorisce la riorganizzazione dell’intero nucleo familiare.

La terapia familiare inoltre è consigliata in tutte le situazioni in cui il figlio non riconosce di avere un disagio (es. disturbi alimentari,, problemi di dipendenza) e un lavoro esclusivamente individuale non sarebbe intrapreso in quanto è assente la motivazione nel fare un lavoro psicologico su di sé per capire le origini del malessere presentato.

Altre situazioni in cui può essere pensabile una terapia familiare sono i momenti di crisi che si verificano nel corso del ciclo evolutivo individuale e familiare, ossia in tutte quelle situazioni di difficoltà che una famiglia può vivere quando si trova impegnata nel superare i cambiamenti fisiologici che hanno a che fare con lo sviluppo e la crescita della famiglia e che portano con sé dei cambiamenti non sempre ben accettati da tutto il nucleo: nascita di un figlio, inserimento  del figlio alla scuola, difficoltà relative all’adolescenza, assistere genitori malati, un lutto o una crisi economica.

Obiettivo della psicoterapia è quindi quello di capire in quale modo lo strutturarsi di determinate dinamiche relazionali possa aver portato all’instaurarsi di una situazione di stallo, di impasse o alla manifestazione di un sintomo in uno dei membri della famiglia stessa. Nel corso della terapia la famiglia ha la possibilità di scoprire risorse e  potenzialità rimaste inespresse, questo può avvenire all’interno di un percorso orientato al cambiamento, alla crescita  e al benessere  della famiglia e dei singoli membri.

Chi fosse interessato ad approfondire le tematiche relative alla Terapia Familiare può prenotare un primo colloquio gratuito telefonando allo 030.52.36.107 o mandando una mail all’indirizzo info@centroclinicoclarense.it.