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Correlazione tra psicofarmaci e sovrappeso

L’aumento del peso indotto dagli psicofarmaci come antipsicotici, antidepressivi o ansiolitici è il principale evento avverso, o effetto collaterale, somatico nei pazienti che ne fanno uso. Si tratta di un evento avverso di particolare importanza per l’incedenza sulla mortalità e sulla morbilità cardiovascolare ora che l’uso di pscofarmaci di seconda generazione è stato esteso a diversi disturbi della salute mentale come disordine bipolare e disordini depressivi maggiori.

L’aumento del peso è il risultato di diversi fattori, metabolici e non, che inducono un amento dell’indice di massa corporea (BMI) correlato a sua volta ad un rischio maggiore di sviluppare patologie cardiovascolari o metaboliche come il diabete.

Tra gli effetti collaterali più rischiosi nell’utilizzo di psicofamaci citiamo l’allungamento del QT che può aumentare il rischio d’infarto e disturbi coronarici, lo sviluppo d’insulino resistenza e del diabete. L’aumento del peso associato al trattamento con psicofarmaci è evidente tra il primo e il terzo mese di terapia e più accentuato nei soggetti in trattamento per la prima volta.

Le cause dell’aumento di peso dovuto a psicofarmaci

Le cause che portano a questo aumento ponderale sono: l’aumento dell’appetito, l’abbassamento del metabolismo basale dovuto anche alla diminuzione dell’attività fisica e la lipolisi delle cellule adipose. L’aumento dell’appetito è il risultato dell’influenza dei farmaci sull’omeostati dell’ipotalamo attraverso l’interazione con i recettori di neutrotrasmettirori come serotonina, dopamina, istamina, adrenalina e acetilcolina.

Altri fattori possono incidere sul’aumento del peso come ad esempio il ruolo del microbioma intestinale e il ruolo di diversi ormoni tra cui la leptina, un peptide prodotto dagli adipociti per controllare l’accumulo di grasso secondo ritmi circadiani, altamente secreta di notte, minimamente durante il giorno. Indipendentemente dall’utilizzo o meno di psicofarmaci nei soggetti con distubi mentali e specialmente nelle sindromi depressive i livelli di leptina sono bassi anche se non è ancora evidente una correlazione tra psicofarmaci e aumento del peso dovuto all’alterzione della leptina.

Tra i fattori non metabolici che influenzano l’aumento del peso sicuramente l’isolamento sociale, un’alimentazione non equilibrata e uno stile di vita sedentario.

Sovrappeso da psicofarmaci: alcuni consigli

Per i soggetti in trattamento con psicofarmaci è utile:

  • controllare il peso settimanalmente nei primi mesi di terapia
  • eseguire esami del sangue periodici per controllare i livelli di glicemia, trigliceridi e colesterolo
  • seguire una dieta equilibrata e personalizzata con particolare attenzione alla scelta dei carboidrati e alla fonte di grassi
  • avere una vita socialmente attiva ed evitare l’isolamento
  • fare attività sportiva costante

Al fine di minimizzare il rischio di salute dovuto all’aumento incontrollato del peso è bene affidarsi ad un team generalmente composto da:

  • pschiatra per valutare la miglior terapia possibile anche in relazione al controllo del peso
  • nutrizionista o dietologo per impostare una corretta alimentazione
  • psicologo per valutare eventuali fattori esterni
  • medico curante per l’eventaule introduzione di farmaci per il controllo del peso

Fattori metabolici e fattori esterni copartecipano ad un effetto collaterale tipico del trattamento con ansiolitici, antidepressivi e antipsicotici. Lo stile di vita è quindi fondamentale per prevenire e controllare l’aumento di peso durante la terapia.

Presso il Centro Clinico Clarense puoi trovare un nutrizionista validamente formato che può aiutarti a controllare l’aumento del peso dovuto a psicofarmaci.
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Fonti:
Endomba et al, Lipids in Health and Disease 2020
Hilux at al, Primary Care Companion CNS disord 2019
Li et al, Frontiers in Pharmacology 2020
Carpene et al, Pharmaceuticals 2020

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