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Distinguere tra TIC e disturbo da TIC

Ognuno di noi probabilmente conosce una persona che presenta dei tic. C’è chi li ha più evidenti e chi meno, chi ne ha solo uno o chi ne ha di più, sta di fatto che i tic sono molto frequenti. Esiste anche il disturbo da tic, il quale si differenzia dai semplici tic per la persistenza di questi ultimi. Infatti, se i tic non scompaiono o ritornano dopo un po’ che erano scomparsi, è probabile che vi sia un vero e proprio disturbo da tic.
Le stime lo descrivono come uno dei disturbi neuropsichiatrici più consueti, manifestato in oltre il 10% della popolazione nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, nonostante sia difficile avere dati certi a causa dell’ampia variabilità di durata e di intensità dei sintomi. Innanzitutto, è bene fare un po’ di chiarezza su cosa sono effettivamente i tic, conoscendoli meglio in ogni loro forma.

Che cosa sono i TIC

Essi possono essere definiti come dei movimenti o dei suoni che vengono fatti involontariamente. Spesso sono corti e improvvisi e i più conosciuti sono lo strizzare gli occhi, scuotere la testa, schiarirsi la voce, tossire o dire ad alta voce determinate parole. I tic riguardanti il movimento sono anche chiamati tic motori, mentre quelli che riguardano i suoni sono tic fonici. I tic possono anche avvenire con movimenti più complessi, come aggiustandosi i vestiti che si indossano, saltando o ripetendo intere frasi. Certi tic, inoltre, sono impossibili da cogliere per chi è esterno, poiché rimangono nella propria testa diventando quelli che sono chiamati tic di pensiero o cognitivi, come ad esempio contare parole o oggetti specifici o magari leggere più volte le stesse parole. I disturbi da tic comprendono quelli transitori, persistenti e la Sindrome di Tourette. Specialmente negli ultimi anni, la ricerca ha permesso di far luce su molti aspetti di questi disturbi. Di seguito sono spiegati i fondamentali:

  • Si è notato che i tic persistenti esordiscono solitamente intorno ai 4 e ai 7 anni, raggiungendo il loro picco di intensità durante la preadolescenza, per poi attenuarsi grandemente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta.
  • Lo stesso disturbo, spesso presenta una familiarità eziologica, la quale è sollecitata anche da specifici fattori ambientali, che contribuiscono all’insorgenza dei tic.
  • Per quanto concerne la patogenesi, le strutture coinvolte sono i nuclei della base e le loro connessioni con diverse aree della corteccia cerebrale, le quali, qualora presentassero disfunzioni, andrebbero a determinare il manifestarsi dei tic.
  • Dal punto di vista della comorbilità, i tic si accompagnano spesso ad altri disturbi neuropsichiatrici, come per esempio il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), i disturbi ansiosi-depressivi, il disturbo del controllo degli impulsi e i disturbi dello spettro autistico. Tutti questi vanno ad acuire il disagio determinato dai tic stessi.

Per ragazzi e famiglie i tic rappresentano spesso un problema, poiché il disagio da loro provocato nella vita quotidiana è percepito come molto alto e frequentemente crea tensioni nella vita personale e sociale, interferendo sia nelle attività scolastiche o lavorative, sia in quelle dedicate allo svago. Certe volte anche alcune funzioni fisiologiche vengono alterate dai disturbi da tic. L’addormentamento, infatti, è una delle tipiche attività che vengono portate a termine in maniera molto più difficoltosa se accompagnata da tic.
Nell’età adolescenziale, dove l’apparenza inizia ad acquistare un valore primario rispetto a molto altro, avere dei tic può essere più doloroso che in altre fasi della vita. È facile che i ragazzi che presentano tali disturbi diventino oggetto di scherni dal gruppo dei pari, finendo anche per essere presi velocemente di mira dai ragazzi-bulli. È proprio per tali ragioni che disturbi da tic possono essere strettamente collegati a comportamenti di ritiro sociale e di riduzione dell’autostima.

Come alleviare il disagio da TIC

Da tutto ciò nasce l’esigenza di un intervento specifico ed efficace, dedicato a bambini e adolescenti, di modo da alleviare il disagio da loro percepito in un periodo del loro sviluppo molto importante. Inizialmente il trattamento individuato maggiormente utile in tali casi è stato quello farmacologico, ma più recentemente sono state sviluppate tecniche comportamentali per il controllo della sintomatologia ticcosa, in particolare l’Habit Reversal Training (HR) e l’Exposure and Response Prevention (ERP), nonché strumenti che si sono dimostrati efficaci nel controllo dei tic, superando la verifica di numerosi studi.
Le tecniche in questione si declinano in una serie di attività psicoeducative per il bambino e per il genitore, che costituiscono la premessa indispensabile per un intervento proficuo. Affinché il trattamento sia ancora più efficace, però, andrebbe allargato anche a tutti gli ambiti sociali del bambino o dell’adolescente. Tuttavia, iniziare col dedicarsi principalmente ai membri della famiglia, può essere un ottimo trampolino di lancio per porre basi sicure, utili a tutti per limitare gli effetti del disturbo da tic.

Se sei interessato ad approfondire il tema in questione o se desideri provare una tecnica comportamentale per alleviare il fastidio provato da tuo figlio, contattami e sarò lieta di aiutarti.

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