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Nelle fasi iniziali dell’amore, da un lato, aumentano i neurotrasmettitori che provocano sensazioni di euforia e eccitazione, dall’altro, ne diminuiscono altri, i quali, proprio a causa del loro calo, provocano forte ansia. Un esempio è la diminuzione di serotonina, un neurotrasmettitore che, in quantità sufficienti, regola le emozioni, provoca sensazioni positive e promuove il buon umore. Una carenza di serotonina, infatti, può essere associata a depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, ansia e impulsività.
All’inizio di un nuovo amore, difatti, è comune sentirsi eccitati ed euforici da un lato, e in uno stato di ipervigilanza dall’altro. L’ansia aumenta ad ogni minimo segnale di disattenzione da parte dell’altro, provate tristezza e preoccupazione se la persona che vi piace non risponde, vi sentite dominati da pensieri ossessivi, e avete la tendenza a fissarvi sui comportamenti del partner.
La diminuzione dei livelli di serotonina, inoltre, è veramente funzionale e necessario all’eccitazione che si prova nelle fasi iniziali di una storia d’amore. Infatti, l’assunzione di farmaci antidepressivi, i quali hanno la funzione di innalzare i livelli di serotonina, portano molto spesso a un forte calo del desiderio.

Dunque, nella fase dell’innamoramento, oltre all’attivazione delle aree del cervello coinvolte nella produzione di dopamina, vi è la disattivazione di altre aree.
Ad esempio, vari studi hanno messo in evidenza come nel “cervello innamorato” vi sia una riduzione dell’attività nelle zone frontali, ovvero quelle preposte alle emozioni, alla capacità critica e alla pianificazione dei comportamenti.

Quindi, cosa si spegne nel “cervello innamorato”?

In particolare, durante l’innamoramento, vi è una disattivazione della corteccia prefrontale, ovvero l’area che regola il ragionamento, il giudizio, l’inibizione. Infatti, la capacità di pensare e di valutare in modo attento si riduce, e questo è facilmente osservabile nelle persone innamorate, il cui comportamento appare spesso irrazionale agli occhi degli altri, e spesso anche incomprensibile riguardo al motivo per cui si sentono così attratte e in ansia per una persona che, oggettivamente, non ha alcunché di attraente.
In questa fase della storia d’amore, il partner appare perfetto, senza difetti e l’unica persona a cui volete dare attenzione e amore.

Un’altra area cerebrale disattivata è l’amigdala, preposta alle reazioni di paura. Essa ha un’importante funzione di difesa dell’organismo, in quanto valuta continuamente gli stimoli ambientali e li confronta con le esperienze passate. Quando questo confronto porta a identificare degli elementi di allarme comuni, l’amigdala spinge a reagire allo stimolo, attraverso pensieri, emozioni e reazioni appresi in passato e immagazzinati in memoria come risposta a eventi passati simili.
L’amigdala, quindi, permette di reagire agli stimoli ambientali prima che vengano valutati dal pensiero cosciente. Quando essa percepisce un evento come minaccioso, invia immediatamente segnali di emergenza al cervello, cosicché esso produca adrenalina e dopamina, gli ormoni che servono per le reazioni di attacco o di fuga.
Quando si è innamorati, infatti, si tende ad avere meno paura e a mettersi anche in situazioni rischiose pur di stare con la persona amata.
Nelle donne, l’orgasmo è fortemente influenzato dall’attivazione dell’amigdala, in quanto gli stimoli provenienti dal partner attivano i centri del piacere e producono l’orgasmo solo se sono in uno stato di tranquillità, calma e assenza di paura, ovvero se l’amigdala è disattivata. Le donne, quindi, sono molto suscettibili ai segnali provenienti dall’amigdala, in quanto anche una piccola preoccupazione può interferire con il raggiungimento del picco del piacere e questo potrebbe dare ragione del fatto che le donne solitamente necessitano di molto più tempo rispetto agli uomini per raggiungere l’orgasmo.

Nelle prime fasi del rapporto di coppia, inoltre, sono disattivate anche le aree cerebrali che si attivano in caso di depressione o emozioni negative e questo è il motivo per cui durante la fase passionale della relazione, si può provare una sensazione di benessere emotivo infinito.
Inoltre, questo porta anche a modificare il proprio focus dell’attenzione, in quanto ci si accorge meno facilmente degli aspetti negativi e problematici della vita e si ha la tendenza a leggere in modo ottimistico o positivo anche eventi che in altri momenti sarebbero stati percepiti come un dramma. In questa fase si può avere la sensazione che anche gli altri siano felici e si fa fatica a comprendere come mai alcune persone si sentano depresse.

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