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Ogni persona nasce e cresce in un sistema di relazioni e legami con altri individui.
L’amore, in tutte le sue forme, è un importante bisogno per qualunque essere umano.

L’amore per essere veramente tale deve essere sano: l’amore deve essere un accrescimento reciproco, uno scambio e un sostegno. Quando la relazione è equilibrata, ognuno ha i propri spazi e ci si prende cura l’uno dell’altro: si coopera nelle varie situazioni e ci si tollera reciprocamente. In una relazione non ci si deve annullare, l’amore è vero e sano solo se è possibile percepirsi nella propria completezza, e in questo modo sarà anche possibile donarsi all’altro, senza perdere sé stessi.

Quando una relazione non è sana?

Può capitare che l’amore sia manifestato in un modo poco funzionale al benessere psicologico e fisico della persona. Questo accade quando in una relazione si sperimentano emozioni quali umiliazione, competizione, insoddisfazione, c’è una mancanza di rispetto e non si condivide un percorso comune.
Questo tipo di amore è chiamato “dipendenza affettiva” e questa rientra nella categoria delle “new addiction”, ossia le dipendenze senza droga. Questa dipendenza è una condizione patologica in cui l’altro diventa talmente importante che ci si annulla. Ciò avviene perché si ha paura di essere abbandonati e di stare soli.
Il soggetto dipendente può mettere in pratica dei comportamenti che sono rivolti in modo esclusivo all’interesse del proprio oggetto d’amore. All’inizio questi comportamenti sono apprezzati, ma a lungo andare diventano pesanti e opprimenti e il partner tende a scappare da questa relazione.

Alcuni dei comportamenti messi in atto sono:

  • Il soggetto ricerca sempre più tempo per stare con il partner in quanto si sente felice solo in sua presenza. Conseguenza di ciò è che riduce il tempo per sé stesso e per altre relazioni (amici, famiglia..)
  • Il soggetto sente di esistere solo in presenza dell’altro e non riesce a tollerare lunghi distacchi.
  • Il soggetto può manifestare gelosia e possessività.

Alcuni dei sintomi che sviluppa il dipendente affettivo sono ansia, depressione, malinconia, pensieri ossessivi, profondo senso di colpa o di rabbia e svalutazione dei sentimenti. Inoltre egli non sopporta il cambiamento a causa della paura che la relazione diventi instabile, perciò limita il proprio compagno nello sviluppo di nuovi interessi e capacità.

Statisticamente questa patologia è maggiormente presente nelle donne, ma può svilupparsi anche nel genere maschile.

Come affrontare la dipendenza affettiva

Per affrontare questa patologia è bene rivolgersi a degli specialisti. Sono utili sia trattamenti di psicoterapia individuale che di gruppo. Lo scopo dello psicoterapeuta è quello di cercare di favorire una ristrutturazione cognitiva della persona dipendente, ossia cambiare il modo di pesare rispetto a sé stesso e al partner.
L’obiettivo è quello di far si che il dipendente riesca a pensare maggiormente ai propri bisogni, interessi e desideri che gli permetteranno di arricchire in primis sé stesso e di conseguenza anche la propria relazione.
Il primo passo è rendersi conto che esiste un problema e una volta riconosciuto la terapia ha l’obiettivo di aiutare lo sviluppo di relazioni sane, accrescere il senso di autostima ed autoefficacia personale.

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