Giulio è un bambino che ha capito ciò che sta accadendo nella sua famiglia, prima ancora che i genitori gliene parlino. Quando la mamma e il papà  gli comunicano la decisione di separarsi, lui fa finta di niente, nasconde le sue emozioni, ma sa benissimo che cosa sta succedendo. Sa che quello che sta succedendo non gli piace per niente, non è d’accordo con la decisione dei suoi genitori, vorrebbe ribellarsi e soprattutto vorrebbe tornare indietro, alla vita di prima, quando tutto sembrava perfetto e la famiglia era felice. Però non si può. Giulio a poco a poco capisce una cosa importante: che bisogna accettare i cambiamenti e andare avanti. Ma in lui rimane sempre una certezza, che continua a ripetere a tutti: lui non si separa, proprio no! (Beatrice Masini e Monica Zani, Io non mi separo, Carthusia editore, 2011)

 

Quando una coppia decide di separarsi, si trova di fronte al compito del “come” dare la notizia della separazione.

 

La comunicazione della separazione è un momento fortemente connotato emotivamente, attorno ad esso ruotano diverse paure che, molto spesso, portano i genitori a rimandare continuamente la comunicazione della separazione.

 

Tuttavia, il silenzio fa più paura e fa più male della realtà perché lascia nei figli paure e confusione: per loro è evidente che qualcosa non va molto prima che i genitori arrivino a comunicarlo; il momento della comunicazione è pertanto molto importante perché è l’unico modo per aiutare i figli a chiarire la confusione e a dare un senso a quello che stanno provando. Loro si pongono tante domande e, in assenza di spiegazioni, svilupperanno le proprie fantasie su quanto sta accadendo.

 

I figli devono essere sempre informati e preparati a ciò che sta succedendo, e i genitori possono trovare il modo più opportuno per farlo, prestando attenzione a rendere questo momento una circostanza accettabile e non un evento troppo doloroso.

 

La mamma mi ha detto che lei e il papà hanno deciso di separarsi…Il papà ha detto – con riferimento al fatto che cambierà casa – che non possiamo andare anche io e la mamma, che non è un trasloco: è una separazione. Lui e la mamma si separano. Ecco, l’avevano detto tutti e due. Erano pari(Beatrice Masini e Monica Zani, Io non mi separo, Carthusia editore, 2011)

 

E’ importante che la comunicazione venga fatta dai genitori assieme per evitare che i figli si trovino ad ascoltare due differenti storie della separazione: ciascun coniuge ha la propria versione del motivo che ha portato alla separazione e, solitamente, soprattutto all’inizio, ciascuno genitore attribuisce la causa di tale evento all’altro.

 

Va spiegato a loro che l’amore dei genitori verso i figli rimane tutta la vita, loro devono poter essere rassicurati che, anche se mamma e papà non stanno più insieme, avranno sempre due genitori che li amano e che continueranno ad occuparsi di loro.  Dare ai bambini una spiegazione chiara e sincera dei motivi che hanno portato i genitori a decidere di separarsi significa metterli nella condizione di poter smettere di pensare di essere loro la “colpa” della separazione e di abbandonare la convinzione che sia loro la responsabilità di tenere uniti mamma e papà. 

 

E’ opportuno  adeguare le modalità di comunicazione all’età dei figli. Perciò, con i bambini più piccoli è meglio utilizzare un linguaggio concreto (parlando, per esempio, dei cambiamenti che si succederanno), mentre con i figli adolescenti è possibile creare uno spazio in cui genitori e figli possano condividere le proprie emozioni. Rispetto ai contenuti della comunicazione, è importante cercare di non scendere nei dettagli che hanno portato la coppia a decidere di separarsi, in questo modo sarà possibile evitare che il bambino venga coinvolto in un gioco relazionale che appartiene unicamente alla coppia coniugale.

 

I libri sono degli ottimi strumenti che possono essere impiegati per facilitare ai genitori il delicato compito della comunicazione. A partire dai contenuti del libro, è possibile creare uno spazio di ascolto e dialogo all’interno del quale il bambino può essere aiutato a esternare come si sente rispetto a quello che sta accadendo attorno a lui. Il racconto di favole e storie permette di spiegare un argomento complesso, la separazione dei genitori, con un linguaggio semplice; il bambino ha la possibilità di riconoscersi nella trama di un racconto segnato da importanti cambiamenti, tutti accompagnati, però, da una fondamentale costante: l’amore e la presenza genitoriale per i propri figli.

 

Cambiano tante cose, però certe no. Il bene che gli voglio. Il bene che mi vogliono.

Io sono sempre il loro bambino. Di tutti e due.

E loro sono sempre miei, ciascuno per conto suo. (Beatrice Masini e Monica Zani, Io non mi separo, Carthusia editore, 2011)

 

 

Come contattarci

Il Centro Clinico Clarense è un valido punto di riferimento, nella provincia di Brescia e Bergamo, per il supporto psicologico. Se sei interessato puoi telefonare al numero fisso 030.52.36.107, al mobile 347.07.41.347 o mandare una mail a info@centroclinicoclarense.it per fissare un primo colloquio gratuito.

 

Psicologa e psicoterapeuta sistemica. Si occupa sia di problematiche riconducibili a un disturbo psicologico (problematiche alimentari, disturbi d’ansia, fobie) sia di disturbi appartenenti alla sfera relazionale e familiare (conflittualità familiari, momenti di difficoltà relazionale o personale).

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