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Uno degli obiettivi principali dei genitori è proteggere i propri figli da delusioni, fallimenti e dolore fisico.
A volte però questa protezione diventa eccessiva e porta a delle conseguenze negative sulla crescita dei figli. I genitori con questa tendenza esagerata alla protezione vengono chiamati genitori iperprotettivi.

I figli di questi genitori appaiono molto dipendenti da questi ultimi, sperimentano ed esplorano poco, non sono responsabili e trovano difficoltà a regolare le emozioni e nelle capacità di problem solving.
Questi bambini hanno maggiori probabilità di sviluppare problemi legati alla bassa autostima e all’ansia.
Secondo Morrison i genitori che si impegnano in ogni modo a facilitare la vita dei figli, creano l’idea in questi ultimi che il comportamento di protezione dei genitori rappresenti la normalità. Conseguenza di ciò è lo sviluppo dell’aspettativa, poco reale, che avranno questo trattamento durante tutta la loro vita.

Come riconoscere i genitori iperprotettivi

Alcuni comportamenti dei genitori iperprotettivi sono:

  • Essi non permettono che il bambino esplori l’ambiente perché hanno paura che possa accadergli qualcosa di brutto.
  • Aiutano o svolgono al posto del bambino delle attività che i loro figli sarebbero in grado di svolgere senza la presenza dei genitori, come ad esempio allacciarsi le scarpe.
  • Fanno un sacco di domande a loro figlio per sapere ogni cosa che lo riguarda.
  • Sono molto coinvolti, invadenti, nella scuola e nelle attività sportive dei figli.
  • Non permettono al bambino di uscire autonomamente da situazioni difficili, ma comunque gestibili da lui. Se i genitori continuano ad intromettersi il bambino maturerà la convinzione di non essere in grado di gestire la situazione da solo.

 

Consigli utili per limitare le conseguenze dell’iperprotettività

È molto importante che i genitori lascino fare esperienze al bambino affinchè egli sviluppi maggiore senso di autoefficacia e una miglior capacità di regolare le emozioni. Il bambino deve esplorare l’ambiente e fare esperienze da solo, il genitore dovrebbe sostenerlo e lodare i suoi tentativi senza intromettersi troppo.
Se il bambino dovesse fallire il genitore deve avere fiducia nelle capacità del figlio e deve cercare di trasmettergliela rimanendo calmo.
Il genitore deve essere un modello: deve rivelare al bambino che anche lui a volte ha delle paure e delle incertezze, ma che è in grado di affrontarle. Il genitore può anche suggerire delle strategie per aiutare il bambino a gestire determinate situazioni autonomamente.
Il genitore dovrebbe anche favorire lo sviluppo di abilità nel bambino senza sostituirsi a lui nel risolvere determinati problemi. Ad esempio Morrison sostiene che, i genitori iperprotettivi spesso vogliono parlare con gli insegnanti se il figlio riceve una valutazione negativa. Invece il genitore dovrebbe cercare di insegnare al bambino delle strategie utili per parlare con il docente da solo.

È una cosa naturale che i genitori vogliano proteggere i propri figli, ma essi dovrebbero ricordarsi che le esperienze negative, come rifiuti e fallimenti non possono essere eliminati, fanno parte della vita di tutti i giorni. Perciò se si tende ad essere troppo protettivi i figli non riusciranno ad imparare le strategie che gli serviranno in futuro per affrontare situazioni di difficoltà che gli si presenteranno davanti.

È buona cosa rivolgersi ad uno psicoterapeuta specializzato in “questioni familiari” per imparare nuove strategie e gestire questa iperprotettività.

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