Consulenza Logopedica

Logopedia in età evolutiva: perché il mio bambino non parla?

Lo sviluppo linguistico è caratterizzato da variabilità: ogni bambino inizia a parlare con tempi diversi, ma è possibile individuare alcune tappe che vengono raggiunte dalla maggior parte dei bambini entro una specifica fascia d’età.
Tali tappe sono punti di riferimento fondamentali e condivisi, che permettono di stabilire la presenza di un ritardo nello sviluppo del linguaggio.
Le indicazioni che seguono spiegano, a seconda dell’età, quali comportamenti comunicativo – linguistici sono da considerare “campanelli d’allarme”, ovvero segnali di uno sviluppo linguistico atipico o rallentato.

Si considera un bambino parlatore tardivo se fra i 24 – 30 mesi dice meno di 50 parole e non combina due parole in un’unica frase, come “mamma latte”, “dammi palla”, “pappa buona” [Thal, Bates et al.].
Numerose ricerche confermano la validità predittiva di questo criterio, ritenendolo un parametro fondamentale per poter individuare i bambini a rischio ed intervenire precocemente. In questi casi l’obiettivo è l’arricchimento del lessico espressivo, ovvero un aumento del numero di parole prodotte dal bambino, accompagnato da un monitoraggio dello sviluppo linguistico.
Spesso è possibile operare attraverso un trattamento indiretto, informando e formando i genitori sulle modalità comunicative più adatte a stimolare il bambino. Viene messo così in atto un intervento intensivo ma soprattutto ecologico: ciò vuol dire che il bambino può essere seguito nel suo ambiente di vita, attraverso adeguate proposte di gioco interattivo con i genitori.

Perché intervenire così presto?

“Ma non è troppo presto?”, “Aspettiamo…migliorerà da solo”.
Queste possono essere le prime reazioni di fronte ad un ritardo di linguaggio. Al di là delle numerose evidenze scientifiche sulla necessità di intervenire precocemente [Rescorla e Schwartz, 1990; Stoel-Gammon, 1991; Girolametto, 1997], crediamo che la domanda da farsi sia: “Perché me lo sto chiedendo? Perché ho questo dubbio?”.
Nel momento in cui sorge il dubbio che ci sia un problema o una difficoltà, significa che ne avvertiamo la presenza e il passo successivo è “fare qualcosa”. Richiedere il parere di uno specialista vi consentirà di prendere piena coscienza della situazione e facilitare lo sviluppo linguistico del vostro bambino, evitando in futuro disagi più grandi, quali: difficoltà nello sviluppo fonologico, nell’articolazione e sequenzialità dei suoni linguistici; povertà lessicale, scarse competenze nella costruzione della frase e nelle capacità narrative (descrivere eventi secondo rapporti spazio-temporo-causali).
Avere le indicazioni giuste sul da farsi vi farà sentire competenti nella relazione comunicativa con vostro figlio e potrete apprezzare in breve tempo i miglioramenti.

A chi serve il logopedista

Il logopedista è il terapista che si occupa di prevenire, abilitare e riabilitare le difficoltà di comunicazione e linguaggio, che possono emergere durante le prime fasi di acquisizione del linguaggio, oppure in conseguenza di patologie congenite o insorte in età adulta/geriatrica.
Il logopedista ha le competenze per intervenire con un piano di trattamento mirato e condiviso con il paziente. In tutti i casi l’obiettivo finale dev’essere il benessere della persona: anche se il problema è lo stesso, ogni persona è unica e può viverlo diversamente. Sta al professionista cogliere la richiesta, le aspettative e i bisogni del paziente per predisporre il percorso logopedico più adatto e mirato al miglior risultato possibile.

Cosa fa il logopedista?

Dopo un’accurata valutazione della richiesta, predispone un piano di trattamento individuando obiettivi, tempi e risorse da mettere in campo per la risoluzione del problema. Il trattamento si svolge con incontri solitamente settimanali della durata di circa un’ora. Nel caso di un intervento con minori si alternano attività di tipo esercitativo/didattico ad attività ludiche, in cui il protagonista è il gioco e l’attenzione si concentra sull’interazione. Il logopedista sceglie l’attività ludica avendo ben presente gli obiettivi a cui mira, coinvolgendo il bambino e veicolando così l’apprendimento linguistico. Ridere, giocare, emozionarsi sono il miglior modo di imparare!

Chi può avere bisogno di logopedia?

  • Bambini con difetti di pronuncia, che hanno un ritardo nell’iniziare a parlare, oppure parlano in modo poco chiaro;
  • Bambini con difficoltà di linguaggio specifiche o conseguenti a patologie (es. sindrome di Down, sordità…);
  • Bambini e le persone con difficoltà di comprensione e produzione di messaggi verbali; le persone con disfluenza (balbuzie);
  • Chi ha una disfonia (problemi di voce, voce rauca o affaticabile);
  • Le persone che, su segnalazione del dentista, devono correggere una deglutizione deviata (terapia miofunzionale);
  • Bambini e ragazzi con difficoltà negli apprendimenti di letto-scrittura.

Se pensi che la logopedia possa esserti di aiuto, contattaci e ti verranno date le risposte e le indicazioni necessarie alla risoluzione del tuo problema.

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