Disturbi della Sfera Sessuale

Definizione di Sessuologia

La sessuologia è una disciplina che mette al centro del suo interesse il comportamento sessuale, normale e/o patologico, e si occupa di studiarne le manifestazioni in relazione anche al contesto sociale dell’individuo.
Di sessualità, procreazione, contraccezione se ne parla dalla notte dei tempi. Naturalmente in modo scientifico in tempi relativamente recenti, ma è solo con la rivoluzione industriale e la possibilità tramite strumenti, quali il microscopio, di avere informazioni corrette sul funzionamento del corpo umano e si inizia a conoscere la base biologica della risposta sessuale.

È a partire dal rinascimento che la sessuologia assume connotati più scientifici; Falloppio nel ‘500 scopri le tube ovariche, che da lui presero il nome e inventò i profilattici, come rimedio per la sifilide. Nel ‘600 dopo l’invenzione del microscopio si videro ovuli e spermatozoi e così si dimostrò la fecondazione.

Nell’800 a far da padrone vi fu il puritanesimo con una repressione del comportamento sessuale visto come distraente rispetto al valore del lavoro.
A fine ‘800 due autori H.Kaan e R. Von Kraft-Ebing classificarono i comportamenti sessuali e trattarono anche delle aberrazioni sessuali  (masochismo, masturbazione, pederastia).
Fu Freud nel ‘900 a ridare dignità all’energia sessuale vista come motore della vita.

A coniare per la prima volta il termine “sessuologia” fu nel 1907 il dermatologo I. Bloch, che la definì come una disciplina composita nata dall’incontro tra anatomia, antropologia, psicologia e sociologia. Rivedremo più avanti la rilevanza di questo contributo.
Nel 1919 è fondato il primo Istituto di Sessuologia e nel 1921 a Berlino vi è il primo congresso mondiale di sessuologia.

La moderna sessuologia si fa risalire al dr. Alfred Kinsey che, notando i pochi studi sull’argomento, svolti per altro su un campione molto ridotto, ideò un questionario sulle abitudini sessuali dei maschi bianchi americani. Nel 1948 fu pubblicato il famoso “rapporto Kinsey” e nel 1953 il corrispondente studio, ma basato sulla popolazione femminile.
I due “rapporti Kinsey” sfatarono scientificamente molti tabù ed evidenziarono che la sessualità vissuta era molto più articolata, variegata e problematica di quella che al tempo si pensasse.
Ad esempio emerse che la sessualità veniva praticata non solo a scopo procreativo, che la masturbazione era pratica regolare, non solo fra gli uomini (90%) ma anche tra le donne 60% e si iniziò a trattare apertamente del tema dell’omosessualità.

La sessuologia, oggi come allora, si occupa del comportamento sessuale degli individui, si occupa di studiarlo fornendo dati aggiornati e scientificamente fondati, di fornire corrette informazioni e di aiutare le persone a realizzarsi come individui sessuati.
Dal rapporto Kinsey in poi la conoscenza della sessualità non è più fine a sè stessa o volta a imbavagliarla entro forme culturalmente consentite, ma al contrario, diviene modo per realizzare pienamente l’identità individuale.
Autori come Master & Jhonson (1966) e Kaplan (1970, 1974) si sono occupati non solo di spiegare la risposta sessuale, ma anche di offrire tecniche e modalità per superare le difficoltà. Le loro teorie sono ancora alla base delle attuali terapie sessuologiche.

Chi è e di cosa si occupa il sessuologo

Il sessuologo, medico o psicologo, è un professioni sta che si occupa della salute sessuale dell’individuo.
Come abbiamo visto precedentemente nella definizione di Sessuologia di Bloch, il sessuologo per poter svolgere il proprio compito deve sapere di anatomia, psicologia e sociologia. Il comportamento sessuale è la manifestazione di un corpo mente e cultura, è una risposta complessa, è la metafora del nostro vivere, di come viviamo la vita. Un buon funzionamento sessuale, individuale e di coppia, è indice di un buon stato di salute, fisico, psicologico, relazionale.
Infatti, magari non tutti sanno che un deficit erettile può essere indicatore di disturbi cardiocircolatori, oppure che per avere una sessualità soddisfacente bisogna avere abilità psicologiche come il lasciarsi andare, la curiosità e la voglia di scoprire e di stare in ascolto di sé e dell’altro.
Ecco perché una sessualità insoddisfacente non significa “non avere tecnica” ma, una volta esclusi problemi organici, vuol dire non essere nelle condizioni psico-emotive corrette, significa lavorare su di sé e/o sulla coppia per rimuovere gli ostacoli che non permettono di accedere ad una buona sessualità che possono far riferimenti a tabù, credenze erronee, difficoltà di comunicazione con il partner, stress e molto altro.

Recentemente l’OMS nel suo documento circa gli standard per l’educazione sessuale in Europa definisce la salute sessuale come “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale relativo alla sessualità che non consiste nella semplice assenza di malattie o disfunzionalità”. Con questa definizione l’OMS definisce la salute sessuale come un bene fondamentale dell’individuo, proprio come la salute in generale, e ne promuove i programmi sin dalla prima infanzia. La sessualità ci accompagna dalla nascita fino alla morte, non è legata, come erroneamente si crede, solo alla fase procreativa e non è connessa solo all’aspetto genitale. La sessualità è Bene della persona che si può vivere, anche in coppia, all’interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di sé e degli altri.

La sessuologia come disciplina non si occupa solo delle disfunzioni sessuali ma anche di fornire una corretta informazione, che sia scientificamente fondata, di intervenire mediante programmi di prevenzione ed informazione sui fattori che favoriscono il benessere sessuale.
Vediamo per esempio una domanda che mi viene spesso fatta dai genitori

“mio figlio di 4 anni si tocca, sembra che si masturbi, cosa vuol dire, come aiutarlo a smettere?”

Come psicologa-sessuologa mi occupo spesso di fornire le corrette informazioni circa certi comportamenti, che se non letti correttamente potrebbero essere mal interpretati portando a soluzioni inefficaci.
Infatti, l’autoerotismo che compare nei bambini di 3/4 anni è ancora oggi percepito come un tabù. In realtà ha una funzione molto importante.
Ad esempio il bambino piccolo scopre il proprio schema corporeo attraverso il tocco del proprio corpo, comprende i confini tra sé e l’altro, tra ciò che è rispettoso di sé e ciò che non lo è attraverso la giusta distanza con l’altro. I bambini hanno una sessualità già al momento della nascita. Provano piacere al contatto, si esplorano e sono incuriositi dall’altro. Il significato che ne danno è diverso, non è collegato al piacere orgasmico.
La masturbazione infantile, non ha nulla a che vedere con la masturbazione adulta, rappresenta spesso un comportamento consolatorio e antistress, ma l’errata concezione da parte degli adulti che vivono tale comportamento in modo erotizzato crea tensione nella relazione adulto-bambino, che subisce pressioni affinché interrompa tale comportamento non riuscendo ad offrire al contempo un comportamento alternativo al bisogno espresso con il comportamento masturbatorio.

Riprendendo la domanda dei genitori preoccupati, spiegherei cos’è l’autoerotismo infantile, la sua funzione antistress e riempitiva di uno stato di noia, inviterei i genitori ad osservare quando avviene, a scoprirne il significato e ad insegnare al bambino comportamenti diversi per raggiungere il suo obiettivo.
Ad esempio, se il bambino si annoia quando i genitori preparano la cena e non gli dedicano attenzione e con la masturbazione ha imparato a passare il tempo o ad attirare l’attenzione perché lo sgridano, suggerirei ai genitori di occupare il tempo del figlio in modo utile, di coinvolgerlo maggiormente. La masturbazione così sparirà.
Se nel mondo animale la sessualità ha solo una funzione riproduttiva, nell’essere umano ha ancora una funzione riproduttiva ma anche ludica e relazionale, è un modo per entrare in contatto con sé stessi e con gli altri, è un elemento di espressione della propria personalità.
La sessualità come detto è presente dalla nascita fino alla morte ed in tutte le condizioni di vita, handicap mentale e disabilità fisica.

Facendo riferimento alla definizione dell’OMS di salute sessuale, il sessuologo si occupa di:

  • Favorire conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento soprattutto per ciò che riguarda la sessualità.
  • Favorire nelle persone la capacità di fare scelte consapevoli verso sé stesse ed il partner.
  • Favorire la capacità dell’individuo di esprimere sentimenti e bisogni, di vivere con piacevolezza la sessualità e l’intimità come scelta libera e consapevole.
  • Favorire la capacità di porsi adeguatamente in relazione all’altro, per quanto riguarda sentimenti, affetti e intimità sessuale.
  • Favorire una corretta conoscenza nella popolazione mediante programmi di psico-educazione.

Per quanto riguarda le disfunzioni il sessuologo si occupa di intervenire su tutte quegli aspetti della risposta sessuale che creano sofferenza all’individuo o alla coppia.

Gli ambiti di competenza sessuologica

Disturbi del desiderio maschile e femminile

Vi è un assenza nel desiderio di coinvolgersi in attività sessuali; può essere in relazione a tutte le forme di espressione sessuale, bacio, masturbazione, tocco, o specifico, per esempio, non desiderio di rapporto completo ma si per la masturbazione.

È un disturbo che, nella mia esperienza professionale, crea molto disagio, soprattutto a livello di coppia, i partner si sentono rifiutati e alimenta la chiusura.

Il disturbo del desiderio è l’espressione spesso di altre problematiche come  difficoltà di coppia, stile di vita stressante,  stimolazione sessuale non adeguata,  problematiche mediche, aspettative errate sula sessualità.

Appare quindi importante rivolgersi ad uno specialista per intervenire al meglio su questa problematica.

Disturbi dell’orgasmo maschile e femminile

Si caratterizzano per una persistente, assenza o ritardo, nel conseguimento dell’orgasmo a seguito di una normale fase di eccitazione sessuale.

Farmaci e malattie possono interferire con l’espressione orgasmica. È importante, quindi, prima escludere patologie fisiche prima di lavorare sulla componente psicologica ed emotiva.

Eiaculazione precoce

É presente nel 30% della popolazione maschile, è spesso di natura psicologica ed è associata ad uno stile ansioso di personalità. È fondamentale lavorare non solo con prescrizioni mansionali ma anche aiutare il paziente a modificare il suo stile di pensiero. Non intervenire sul disturbo conduce ad un’inibizione dell’attività sessuale.

Vaginismo/dispareunia

Con questi termini si fa riferimento a disturbi sessuali caratterizzati da dolore che la donna prova nel rapporto. In questi casi è fondamentale un intervento integrato medico-psicologico per intervenire sia sulla componente organica che su quella psicologico-emotiva che accompagna e, talora nel caso del vaginismo, mantiene il disturbo.

Difficoltà relazionali e di coppia

La sessualità è una componente importante del benessere di coppia.  L’associazione degli avvocati matrimonialisti in una sua indagine ha evidenziato che 3 matrimoni su 10 finiscono proprio per insoddisfazione sessuale che conduce ai cosiddetti “matrimoni bianchi” o al tradimento.  E’ quindi evidente come sia importante rivolgersi ad un professionista qualificato per intervenire su questo aspetto.

Difficoltà legate al comportamento sessuale nelle diverse fasi del ciclo di vita (adolescenza, menopausa, terza età)

La sessualità cambia ed evolve nel tempo. Rivolgersi ad un professionista  permette di vivere al meglio la sessualità in ogni fase di vita. Ad esempio molte coppie faticano a ritrovare una sintonia sessuale dopo la nascita di un figlio. Oppure la menopausa e l’andropausa  richiedono un modo diverso di relazionarsi rispetto all’età giovanile.

Disagi emotivi legati all’identità di genere o all’orientamento sessuale

Il sessuologo, quindi è uno specialista specificatamente preparato che si occupa di  accompagnare la persona/ coppia nello sviluppare il proprio benessere sessuale per tutto l’arco di vita, lavora in sintonia con i valori dell’individuo e/o del partner favorendo l’espressione di una sana vita sessuale.

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